e salito sopra si può subito notare la stabilità e il comfort offerto dall'ottimo sedile regolabile.
Leggi la prima parte
qui (PRIMA PARTE)Una volta preso il largo ho cominciato a notare che pagaiare con il tarpon 120 è facile ed è un piacere. Nonostante la lunghezza media per un kayak (è un 120) si può pagaiare veloce e spostarsi con facilità.

Non ho notato nessun problema nel mantenere le traiettorie. Il rivenditore mi aveva detto che con una pagaiata veloce si possono raggiungere tranquillamente di 5-6 nodi. Non avendo con me il GPS non ho potuto misurare la velocità ma ero sicuro di andare abbastanza veloce. Grazie alla possibilità di assumere la migliore posizione tramite i poggia piedi ed il sedile regolabile, sono riuscito ad essere in completo comfort e relax.

Arrivato sullo spot desiderato ho preso la mia canna posizionata del portacanne laterale (montato sul SIDETRAX) e cominciato' a pescare.

Fare dei lanci da seduto mi ha dato all'inizio un po' di fastidio. Era la prima volta che lo facevo in quel modo e non ero abituato. Dopo un po' di lanci ho notato la vera essenza del kayak fishing. Essere in mare aperto, nel totale silenzio a 10 cm dall'onda e con una canna in mano a lanciare nel blu. La borsa con gli artificiali l'ho custodita nel gavone aperto di prua. Per poter cambiare artificiali mi sono dovuto girare ogni volta per prendere la scatola. In alternativa potevo anche usare il gavone centrale che e' molto più facile da accedere. Dopo parecchi lanci al largo, sono andato ad una punta rocciosa dove la profondità diminuiva di parecchio. Con mio stupore sono riuscito ad entrare e pagaiare in un punto dove la profondità raggiungeva meno di 30 cm.

Questo a dimostrazione che il kayak è utilissimo per poter sondare coste con acqua molto bassa. Cosa che con un imbarcazione a motore sarebbe impossibile. Non a caso negli USA e' molto usato nelle flats o nelle mangrovie. Dopo un piccolo tragitto di circa 2 miglia sono ritornato sottocosta per fare un test di ribaltamento in totale controllo. L'importante per me era capire in quale situazioni estreme il kayak tende a ribaltarsi. Solo dopo un paio di oscillazioni violente ed improvvise sono riuscito a ribaltarmi. Per via della forma stretta, ogni minima oscillazione sembrava sufficiente per ribaltarsi ma mi sbagliavo. Fino ad una certa angolazione il tarpon, come si direbbe in termini motoristici, rimane “incollato” al mare, superata quella soglia si ribalta.

Comunque rimane sempre il fatto che bisogna stare attenti nel fare movimenti bruschi che possono causare cambi di baricentro. Consiglio a tutti di fare il test di ribaltamento per capire i limiti del kayak ma anche per imparare a rigirarlo e salirci sopra. Su internet ci sono parecchi articoli che dimostrano come risalire su un kayak ribaltato. A fine viaggio avevo il viso sorridente. Andare in giro e pescare con il kayak mi aveva fatto vivere delle sensazioni mai provate con nessuna altra imbarcazione. Il totale silenzio che mi circondava, la possibilità di poter navigare anche nei posti piu difficili mi avevano stupito.

Quel giorno non ho preso nulla, ma per un attimo ho pensato di avere in canna un serra o meglio ancora un alletterato. Sicuramente sarebbe stato un divertimento incredibile lottare con quei pesci, quasi ad armi pari, li seduti su un kayak in mezzo al mare. E' importante far notare che quel giorno il mare era abbastanza calmo. Con molta probabilità la velocità ed il controllo del kayak saranno un po' penalizzati in caso di mare piu agitato. Appuntamento alla prossima avventura !!!
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