Era una giornata di fine estate. Stavo pescando a bluefish in una località chiamata Charles Island in Connecticut. I piccoli pesci saltellavano a destra e sinistra a circa
100 metri dalla costa. Un signore anziano vicino a me stava aspettando con una canna da 3 metri con attaccato un bel popper da 60 grammi testa rossa si girò verso di me e disse “Aspetta dieci minuti e i serra cominceranno ad attaccare e spingere i poveri pesci verso riva. Appena si avvicinano sono pronto a lanciare il mio popper nella mischia”. Incuriosito per quello che mi disse, cominciai ad aspettare. Dopo circa dieci minuti i pesci cominciarono a saltellare più nervosamente e si vedevano le prime cacciate violenti. Ero pronto anche io, aspettavo soltanto che venissero sotto tiro di canna. Stranamente le cacciate aumentarono ma il branco di pescetti se ne stava a largo, senza avvicinarsi a riva. Io e l'anziano pescatore cominciammo a lanciare lo stesso ma senza risultati.
Mentre assistevamo a quella “mattanza” fuori portata dei nostri artificiali, notai a riva un signore che stava preparando un kayak. Avevo già visto quei kayak gialli e rossi venduti da Bass Pro Shop e Cabelas, ma mai uno in acqua. Incuriosito da quella vista, cominciai ad osservarlo. Dopo due minuti stava già in acqua con due belle canne attaccate ai porta canne in poppa e pronto a pagaiare. Il simpatico signore, munito di giubbino salvagente e cappellino, si era avvicinato tranquillamente e in silenzio alle cacciate e cominciò a fare dei bei lanci in mezzo. Neanche due minuti e già aveva preso un bel bluefish da 2-3 kg. Il tutto sotto i miei occhi increduli.
E questo fu' il mio primo incontro con il kayak. Possiamo parlare di amore a prima vista e certamente non sarebbe una frase fuori luogo. Dopo quella esperienza ho sempre desiderato comprarmi un kayak per poter fare delle pescate altrimenti impossibili, ma anche per poter andare in giro, scoprire magari nuovi spot o per puro divertimento.

D'altronde il mare lo amiamo non solo per i pesci ma perche ci da' serenità e ci fa vivere emozioni forti, con o senza pesci in canna. Dopo una parentesi in America sono dovuto ritornare in Turchia. Il mio interesse per il kayak era ancora vivo ma non me lo ero mai posto come primo obbiettivo. Continuavo ad andare a pesca da riva oppure dalla barca con gli amici. Un giorno però cominciai a cercare dei kayak su google, e visto che mi collegavo dalla Turchia, ecco che comparvero tra i link un rivenditore Turco di kayak. Feci due click e mi prese un colpo. Sulla prima pagina vidi lo stesso kayak che avevo visto quel giorno in Connecticut. Un Wilderness Angler Tarpon 120 color Mango. Sorpreso e felice da quella vista feci due telefonate ed il resto e' storia.
Eccolo qui, il mio Tarpon 120 caricato sulla macchina e pronto a partire per Bodrum e provarlo per la prima volta nelle baie vergini color turchese dell'Egeo. Dopo questa “piccola” introduzione, sono pronto a parlare di questo bellissimo kayak, disegnato e costruito espressamente per la pesca. Wilderness System e' una famosa società con base nel Sud Carolina in USA. Famoso non solo per i kayak da fishing ma anche quelli tandem, per touring, fiumi, ecc. Un marchio che offre tanti modelli e tutti di qualità. Il modello da me scelto e' il Tarpon 120 Angler Edition.

E' un kayak SOT (Sit on Top) ossia con sedile all'aperto. Ci sono anche i modelli chiusi ma più adatti per il fiume e un po piu difficili da usare in caso di ribaltamento. Il materiale e' il polietilene lavorato con il sistema Roto-Molding. In poche parole, una nylon speciale (polietilene) viene fuso e introdotto in uno stampo speciale e fatto raffreddare ruotandolo per parecchio tempo. Il risultato e' un kayak leggero, molto resistente ed esente da sbavature. Le dimensioni sono 374 cm per una larghezza di 75 cm e peso complessivo di 30 kg. Una volta scaricato il kayak dall'auto possiamo notare che i designer hanno progettato un kayak pensando a tutte le esigenze di un pescatore. Il Tarpon si presenta innanzitutto con una linea aggressiva e una stiva larga. A prua troviamo una bella maniglia in nylon caricato, facile da maneggiare durante gli spostamenti o quando si vuole lanciarlo in mare dalla spiaggia. Dopo la maniglia l'attenzione cade senza ombra di dubbio al gavone principale di prua. Gli ingegneri hanno utilizzato un coperchio a chiusura stagna con un sistema di apertura e chiusura che e' probabilmente patentato. Il gavone e' molto capiente ed e' ideale per sistemare oggetti o vestiti in un modo asciutto e sicuro. La parte centrale del kayak e' secondo me la sezione meglio riuscita. Il sedile e' imbottito e morbido, e lo schienale reclinabile è regolabile in altezza.

Davanti al sedile troviamo un altro gavone più piccolo, anche questo stagno e molto pratico. Lo possiamo usare per metterci le scatole degli artificiali oppure una sacca stagna con dentro cellulare e chiavi di casa. Inoltre i designer hanno incorporato due piccole corde per poter assicurare oggetti ed evitare che si muovano dentro la stiva. Accanto al gavone centrale si trovano due portaoggetti di circa 15x25 cm. Sono coperti con una rete in nylon spessa. Si può usare per metterci qualsiasi oggetto che possiamo permettere di bagnarsi. Personalmente lo uso per una bottiglia d'acqua da 500ml. Per non stancare i piedi la Wilderness ha pensato a due poggia piedi di plastica regolabili.

Grazie alla possibilità di regolarli in più di dieci posizioni possiamo trovare con facilità la posizione migliore per poter pagaiare in relax. Accanto al sedile ci sono due slitte SLIDETRAX progettate esclusivamente dalla Wilderness. Queste slitte in alluminio anticorrosione si usano insieme a delle piattaforme di plastica muniti di due viti speciali le quali offrono la possibilità di montare porta canne, ecoscandaglio, gps o qualsiasi istrumento desiderato. A finire, due maniglie che permettono di trasportare il kayak ed allo stesso tempo progettati per essere usati come porta pagaia grazie alla presenza di una corda elastica che permette di fissarlo con facilità. A poppa invece troviamo un gavone aperto munito di corde elastiche e due porta canne ad incasso con due tappi stagni. I porta canne sono abbastanza profondi e danno sicurezza anche con canne aventi manici non troppo lunghi. A sinistra del gavone troviamo invece una bitta in plastica da usare con l'ancora in dotazione. Inoltre, per facilitare le cose, ci sono due occhielli in plastica che posso servire per attaccarci qualsiasi cosa che possa esserci utile. Per finire, un'altra maniglia di trasporto e due piccoli fori per poter montare in futuro un timone di poppa.
Segue la seconda parte, con le prove in mare.
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