se andiamo ad identificarne i dettagli in modo più accurato.
Per facilitare la suddivisione nelle diverse categorie, abbiamo realizzato un piccolo schema illustrativo, utile soprattutto a chi è alle prime esperienze in questa tecnica di pesca e non solo…
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Partiamo dal capitolo principale:
ESCHE ARTIFICIALI che andremo a suddividere in 3 gruppi principali: SPINNING, TRAINA e MOSCA, ovviamente analizzeremo in modo accurato solo quello che a noi interessa (SPINNING), lasciando spazio in seguito allo sviluppo delle altre.
ALCUNE DIFFERENZE TRA ESCHE DA SPINNING E QUELLE DA TRAINALe differenze sostanziali tra le esche da spinning e quelle da traina sono varie. Sicuramente la presenza di un palettone pronunciato ci indica che l'esca è stata progettata per mantenere velocità sostenute e scendere in fasce d'acqua più profonde, per cui la associamo alla seconda tipologia (TRAINA). Inoltre le classiche esche da spinning, sono studiate per essere lanciate, quindi una presenza di un palettone ci rende la gittata meno ampia. Alcune esche nate appositamente per la traina (come i KONA e le esche siliconiche di grandezza e peso esagerato) non sono utilizzabili per la pesca a spinning (al lancio), mentre tutte le esche nate per lo spinning possono essere utilizzate per la traina, anche se andremo a inibire la possibilità di manovrare a nostro piacimento (con jerkate e stop) il movimento dell'esca in fase di nuoto.
... E QUELLE DA PESCA A MOSCAIn questa categoria fanno parte le esche piumate e differiscono dalle classiche esche da spinning per il metodo di lancio utilizzato per portarle nella zona di pesca, soprattutto in base al ridottissimo peso. Le esche per la pesca a mosca sono imitazioni di insetti, ma anche pescetti e piccoli popperini (esche di superficie), tutti privi di paletta di testa che non hanno un nuoto proprio se non animati dal pescatore.
HARDBAIT, SOFTBAIT, METALLICHE e IBRIDEA seguire troviamo una prima grande differenziazione delle esche che solitamente utilizziamo nella pesca al lancio (SPINNING), per cui troveremo quelle RIGIDE (HARDBAIT), le morbide (SOFTBAIT) in cui fanno parte soprattutto quelle siliconiche, a seguire troviamo le METALLICHE e le IBRIDE, quest’ultima caratterizzata da un mix tra le diverse tipologie, infatti ne fanno parte per esempio, quelle SWIMBAIT con codina siliconica o anche i vari accostamenti tra jig + trailer, cucchiaino ondulante + codina siliconica e così via…
FLOATING, SINKING, SUSPENDINGTornando al nostro schema principale, andando ad esaminare la categoria degli artificiali più classici, i MINNOW e i CRANK, possiamo fare una suddivisione valida anche per tutte le altre esche in genere, ovvero la specifica caratteristica dell’affondamento. Ne esistono di 3 tipi, per cui definiamo FLOATING quelle esche che una volta lanciate in acqua tendono a galleggiare; SINKING, quelle che affondano e SUSPENDING quelle che hanno un peso specifico molto simile a quello dell’acqua, per cui una volta lanciate in acqua ed iniziato il recupero, queste ultime tendono a scendere alla profondità impressa dell’angolo della paletta (di testa) e fermando il nostro recupero, rimarranno sospese a mezz’acqua.
Se non conosciamo le caratteristiche di galleggiamento della nostra esca, solitamente non riusciamo a sapere a quale di queste tre gruppi essa appartiene, ad eccezione se stiamo utilizzando un esca della casa nipponica DUEL che ha scelto di colorare in modo differente l’occhio dell’esca, proprio per aiutarci ad identificare questo parametro (occhio rosso – sinking, occhio blu – suspending, occhio giallo – floating).
SILENT e RATTLINGAncora un’altra distinzione, ma che abbiamo evitato di inserire nella tabella è la differenziazione tra esche SILENT ed esche RATTLING (rumorose) per cui è stato realizzato un articolo dedicato qui (clicca qui).

Quello che caratterizza la nostra esca è soprattutto la sua forma, molto evidente la differenza di silhouette tra un
MINNOW, un
CRANKBAIT o una
SWIMBAIT, il web è pieno di immagini, per cui ci basterà fare una semplice ricerca per identificare la nostra esca.
Potremo avere degli artificiali senza paletta (
LIPLESS) ed altri con testa troncata (
POPPER), ognuno con caratteristiche specifiche per avere un nuoto e un range di lavoro diverso, come i
TOP WATER (esche di superficie).
SOFTBAITAltra grande suddivisione la troviamo nelle SOFTBAIT (esche morbide). Proprio in base alla forma caratteristica, potremo definire selezionare la nostra esca, anche se in genere sono tutte realizzate in materiale plastico, siliconico.
METALLICHEConcludiamo il nostro schema con le esche metalliche, realizzate solitamente in alluminio, fusi di piombo, tungsteno, ecc… Ne fanno parte i cucchiaini, gli ondulanti (ecc…) ma anche i jig da bass e quelli per il mare. Tutti differiscono per dimensioni e imitazione, anche in questo caso ci aiuta il web, basterà ricercare una parola chiave per avere meglio il panorama esche che stiamo identificando.
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