C’era una volta un re ...

No questa era un'altra storia…. Allora, dunque se ci riesco volevo coinvolgervi in una pratica che è diventata una passione.
Sto parlando dell’autocostruire gli artificiali con cui pesco.
Questo è il MIO MARE,

Qui è dove trovo pace e raccoglimento, momenti magici, rumori unici,
Questo è il MIO MARE

penso che mi abbiate capito tutti.
Riavvicinandomi allo spinning dopo un lungo, lunghissimo periodo di stanca ho visto che molte cose erano cambiate e che esisteva un mondo tutto sommerso di brave persone che si appassionano all’argomento pesca, le ho trovate in rete.
Girando in rete ho scoperto che gli artificiali, proprio quelli che quando li vedi ti fanno brillare gli occhi come a un bambino, c’era addirittura chi se li costruiva e con che risultati.
Ho sempre coltivato segretamente, ma non troppo, l’idea di realizzare qualcosa che potesse esprimere la mia natura artistica e la mia manualità, quando ho visto quelle realizzazioni, qualcosa è scattato dentro, ho detto: - ora ci provo, è quello che cercavo, la quadratura del cerchio-
Unire Spinning e artigianato, realizzare un qualcosa che servisse a completare l’altra cosa.
In realtà non sapevo bene da dove cominciare, non sapevo neanche cosa fare, e allora giù a leggere le discussioni, ad intervenire anche in maniera inopportuna, tutto pur di recuperare il tempo perso.

Sì perché proprio di tempo perso si trattava, non volevo imparare e poi costruire, ma imparare costruendo.
Detto fatto, ho preso il minimo necessario: legno, colle, stucchi, acciaio, attrezzi no quelli già li avevo, e vai di bombolette spray.
Ho cominciato a sbozzare i legnetti che mi ero tagliati, li ho sagomati, lisciati, carteggiati, finalmente si riconosce la forma, allora è vero, si possono fare.
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e che mare, che piombo ci metto, quanto ne metto, dove lo metto?

E allora prova così, prova in un altro modo, no in quell’altro ancora; quello che era un oggetto che veniva dritto, finalmente comincia a scodinzolare.
Ma non è l’unico dilemma, reperire tutti i materiali non è facile, e così aspetti di trovare la soluzione della paletta, proprio quella che altri hanno già risolto, dove lo trovo il LEXAN, e mentre stai lì che cerchi di risolvere un problema te ne nasce un altro : gli occhi, la resina epossidica, e gli split ring dove li trovo?

Non c’è che dire è un percorso non facile, soprattutto quando leggi che altri sono arrivati molto più avanti di te, è difficile imparare senza una guida, senza un Maestro.
Eh già perché io appartengo a quella razza di persona che dice che l’arte si impara con gli occhi, rubando i movimenti, le espressioni di quelli che l’hanno già fatto prima di te; se parti dal loro punto di arrivo puoi sperare di andare oltre, altrimenti....
No non c’è un altro “autocostruttore” dove risiedo, almeno non credo, e quindi devo fare tutto da solo, ma la cosa non mi spaventa.
Prima o poi arriveranno i risultati, per ora mi guardo compiaciuto e critico le piccole realizzazioni che faccio, per carità niente di artistico, ma a me danno un non so che di soddisfazione, mi danno una carica, mi entusiasmano al punto tale che mi sembra di aver recuperato un contatto con la parte ludica del bambino che si perde quando la vita ti mette davanti il conto continuamente.
Dove devo arrivare, da nessuna parte, mi piace l’idea che con i miei artificiali riuscirò a interpretare lo Spirito del Pesce di cui sono a caccia, è una sfida che si svolge ad armi pari, istinto predatorio contro istinto predatorio, comunque vada sarà una bella sfida.
Le livree sono la cosa che pìù mi catturano, ho notato che con gli spray non riuscivo a soddisfare la mia fame, avevo bisogno dell’aerografo per avere sfumature, riflessi che magari alla preda non interessano affatto ma che catturano me e la mia fantasia.
Non posso parlarvi di tecniche, quelle le sto imparando, posso parlarvi di “FEBBRE” immotivata verso qualcosa che è fine a se stesso, non ti porterà mai utili se non quelli alieutici; posso parlarvi di passione che ti rende più vivibile il quotidiano.
A proposito "autocostruzione" non significa solo artificiali, ma può essere anche un "portachiavi"

Andrea (tackle64)
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