soprattutto per chi non è pratico, ma vuole provare a cimentarsi in questa disciplina.
Ci sono vari tipi di minnow che hanno come punto debole la paletta che urtando agli scogli si rompono in vari punti.
L’esempio in questione rappresenta un minnow non molto apprezzato dalla maggior parte degli spinner, forse proprio per questo difetto, ma per chi ci ha creduto i risultati non sono mancati.
Come dicevo questo minnow della ABU, per la precisione il TORMENTOR, ha subito la rottura della paletta quasi alla base dell’attaccatura e quindi le soluzioni da provare erano due: eliminazione completa della paletta (tipo blues code) e/o sistemazione di una nuova paletta.

Ho optato per la seconda solo per il semplice motivo di vedere cosa ero capace di fare ed ecco qui cosa ne è venuto fuori.
In queste due prime foto si evince la rottura della paletta e lo stato in cui si trovava prima di intervenire “chirurgicamente”. Si nota perfettamente dove è avvenuta la rottura e come era sistemata l’attaccatura della paletta e successivamente, la zona dove intervenire in entrambi i casi di riparazione.
La prima soluzione era più semplice della prima perché prevedeva l’ulteriore eliminazione del materiale in eccesso con una lima o con trapano elettrico per modellismo munito di raspe varie, ma ahimè abbiamo scelto di intraprendere la seconda scelta e quindi proseguiamo con la descrizione.

Studiando la posizione di fissaggio della nuova paletta e la sua inclinazione, aiutandoci prima con un seghetto a lima piatta e successivamente con uno a lima tonda, prepariamo la sede asportando un po’ di materiale residuo della paletta precedente fino ad una profondità massima che ci assicuri affidabilità e resistenza (circa 5mm).
Effettuata la scanalatura, si procede alla costruzione della paletta di cui non dispongo foto.
In questo caso ho usato un pezzo di policarbonato opportunamente lavorato dello spessore di 3mm (questo sono riuscito a trovare recuperato da un amico, ma si può tranquillamente scendere come misura).
Per la misura, mi sono regolato con lo spessore dell’artificiale misurato con un calibro tra le due branchie, mentre per la lunghezza ho fatto ad occhio. Come attrezzatura ho usato un seghetto, delle lime e d infine della carta vetrata per le finiture finali.
Creata la paletta si inserisce nella fessura creata in precedenza per provare come va l’incastro e modificando se necessario sia la struttura della paletta che della fessura stessa.
Dalla foto si vede benissimo che la parte che va inserita nella fessura, è stata resa più sottile per facilitare l’incastro, visto lo spessore un po’ troppo grande.
Creata la situazione perfetta per l’incastro e la forma definitiva della paletta, ho prima bloccato con uno strato leggero di attack per permettere all’artificiale di effettuare la prova del nuoto e successivamente con “ripara extreme“ della Pattex .

Questo è quello che ne è venuto fuori, certo non è l'originale, ma almeno può tornare a fare il suo modesto lavoro.
Il nuoto è abbastanza buono solo devia un po’ a sinistra e a volte va in superficie, ma agendo sulla parte anteriore dell'armatura il difetto si riduce e a volte si annulla.
Questa è stata la mia prima prova di riparazione, speriamo non ce ne sia più bisogno in futuro, ma sicuramente la prossima sarà migliore.
Vito Spiritolibero