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Shikey, passione autocostruzione
Mercoledì 26 Ottobre 2011 09:34
shikeyLa personalizzazione e l’inventiva, sono delle caratteristiche che accomunano molti appassionati che praticano la pesca a spinning
in mare ed acque interne. Oggi conosceremo la storia di un ragazzo che si è fatto strada da solo in questa difficile materia e si è specializzato nell’autocostruzione di esche artificiali. A lui vanno i complimenti per le sue ottime realizzazioni e per la passione che trapela dalle sue originali creazioni.

Ciao a tutti il mio nome è Domenico Topazio in arte Shikey, sono un ragazzo di ventiquattro anni studente di architettura urbanistica e nel tempo libero mi diletto a produrre esche artificiali in legno per la pesca al lancio. A dire il vero, ho fatto svariati esperimenti anche con i jig (esche metalliche) da diagonal jigging e rockfishing, tecniche che mi hanno molto colpito in svariate esperienze sulle coste salentine.

I MIEI MAESTRI
Non ho mai comprato un libro sull'autocostruzione di artificiali, ho imparato tutto dai forum presenti in internet, dalla gente e dalle esche degli altri costruttori toccate con mano. Tra le persone che più mi hanno influenzato con le loro esperienze negli ultimi anni trascorsi a Roma sono state: Danilo Serreli (grande amico e anche maestro di vita, insomma un fratello maggiore) è stata la mia università perchè mi ha trasmesso molti dei concetti fondamentali; Manfredo Merolini che non ho mai conosciuto di persona ma grazie al negozietto "Lo Squalo" mi ha dato sempre modo di ammirare i suoi lavori; Cobra Builder che mi ha molto influenzato soprattutto per lo stile e per il suo modo di saltare senza paura molte fasi a cui sono legati i costruttori italiani. Tra questi, non posso fare a meno di citare i costruttori serbi, che sicuramente hanno molto da dare a questa disciplina, me ne sono accorto per la prima volta in Svezia quando ho potuto testare di persona la reale efficacia dei loro prodotti che in nord Europa sono dei veri e propri must.

shikey

LE FASI DELLA CREAZIONE
Il procedimento che io uso per costruire è il seguente: parto da listelli di legno in genere scelgo fra balsa o ayous, vista la loro leggerezza ed estrema lavorabilità, ma anche cedro canadese, che uso nel caso di esche da lancio superiori ai 40 gr perchè è un legno per esche destinate a forti sollecitazioni (viene infatti viene tuttora usato per costruire canoe e difficilmente marcisce a seguito di infiltrazioni).
Decisa la lunghezza e la larghezza dei listelli, mi creo delle dime su un cartoncino servendomi dei curvilinee e le riporto fedelmente sui listelli con una semplice penna biro, poi con la levigatrice combinata einhell do la forma delle dime a questi parallelepipedi. Se l'esca ha bisogno di una paletta, lo scasso lo faccio prima di sagomare le dime con una piccola sega a nastro da modellismo (che mi garantisce un perfetto taglio ortogonale) e la paletta la preparo con del lexan da 2 mm servendomi di un cerchiometro e della mola presente nella levigatrice combinata.
Ottenuta la forma in genere ne arrotondo 1 pezzo solo, faccio una prova di piombatura e poi piombo e stucco col sintolit tutti i pezzi che successivamente ripasso sulla levigatrice prima di inserire gli anelli a vite, nel caso di esche con anima passante si stucca piombo e anima nella stessa fase e si modella il tutto col trapano da modellismo.
Uso il sintolit perchè è atossico e il piombo utilizzato nella maggior parte dei casi deriva da cilindri di vari diametri preparati da me in stampi di gesso bivalva, (uso i cilindri perchè a differenza delle sfere permettono di mettere maggior piombo nello stesso foro quindi si ottengono piombature più precise in minor spazio). In pochi casi piombo anche con classici fogli di piombo da 2 mm.

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Gli anelli a vite li faccio in genere con acciaio inox di 8 mm da saldature mentre le anime passanti sempre con acciaio armonico da 0,6 a 0,8 mm, fisso il tutto con colla cianoacrilica.
Tolto lo stucco in eccesso dagli scassi e dai fori, si scartavertra l'esca con varie misure a scelta in base al legno e si danno le mani di turapori desiderate.
Ottenuta la superficie voluta si passa alla verniciatura, non ho mai impiegato un aerografo ma mi servo di semplici bombolette spray, le marche che uso di più sono: fly, glossi, montana hardcore, 93 clash, saratoga e doc, ce ne sono molte altre ma queste sono le mie preferite. I tappini che applico agli spray sono skinni NY, fat NY, soft NY, soft francese, skinni banana, skinni nero e direzionale.
Le squame le disegno usando come stencil delle retine recuperate da sacchetti di patate, reti porta aglio, zanzariere in tela a maglia esagonale, retine per le bomboniere ecc che tengo ben salde al dorso servendomi di un panno pulito come guanto usa e getta. Gli occhi li stampo a timbro con colori abbastanza densi, sempre spray servendomi di cilindri di legno a cui do il diametro con un semplice temperamatite. Per completare il lavoro, resta solo una bella mano per immersione di protettivo all'acqua, possibilmente flatting marino e due mani di resina epossidica che vanno date con la massima cura e con un pennello morbido.

IL SEGRETO DI UNA BUONA ESCA
Secondo me l'efficacia ed il successo di un'esca sta nel poterla utilizzare per specie ed ambienti differenti, ad esempio, il classico modello Rapala countdown è un'esca che non ha bisogno di presentazioni, si cattura praticamente di tutto in mare, laghi e fiumi a qualunque latitudine, lo stesso vale per molti altri artificiali. La vera efficacia di un'esca sta proprio nell'essere adescante col maggior numero di specie e nel maggior numero di ambienti, solo così avremo creato qualcosa che verrà sempre portato in cassetta dai pescatori.

shikey

LE MIE CREAZIONI
I miei artificiali in legno preferiti sono, in ordine di importanza, i jerk (tipo Glider), i WTD, i minnow classici galleggianti (tipo Countdown e tipo Flipper), vari Crank e crancketti, i lipless con anello sul dorso e tutti i popper. Le esche top water, in genere, sono quelle a cui sono più affezionato perchè sono cresciuto pescando a spinning in un lago dove i lucci erano quasi sempre in mezzo metro d’acqua, quindi è una cosa che mi ricorda la mia infanzia.

Un caloroso saluto va a tutti gli amici di planetspin, a Luigi che mi ha permesso di essere visibile su questo portale, ai mitici Danilo Serreli e Daniele Fabbi grandi pescatori e pionieri di molte tecniche della pesca al lancio, senza dimenticare Francesco Di Giulio e Giampiero Caivano che sono due uomini da battaglia e non mollano mai!!!

Domenico Topazio (Shikey) x PLANETSPIN
Puoi commentare l’articolo sul forum di planetspin qui (clicca qui)
 

Commenti  

 
+1 #1 domenico topazio 2011-11-09 13:25
grazie a luigi per tutto!!!! questo è il mio contatto fb per chi fosse interessato:
https://www.facebook.com/editprofile.php?sk=basic&success=1#!/profile.php?id=100002612466713 . . . . .
e un video:
https://www.facebook.com/editprofile.php?sk=basic&success=1#!/profile.php?id=100002612466713
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