nella componentistica delle canne da pesca o si tratta dell’ennesima scusa per fare cassa e indurci all’acquisto di una nuova canna?
La domanda, nella sua semplicità è molto complessa e la mancanza di accurati test personali in pesca, potrebbero mandare in confusione anche qualche rod-builder d’annata, ma allo stesso modo proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Al di là delle operazioni di marketing, che ben ci hanno messo in guardia dal prendere con la dovuta cautela tutto ciò che viene presentato come l’ultimo ritrovato di tecnologia, credo che si debba parlare di un dato di fatto se andiamo a vedere quante case produttrici (e parlo di case importanti a livello mondiale) si siano adeguate alle micro guides, inserendo nei loro cataloghi, delle nuove canne che utilizzano questi componenti.
Tra i vari articoli che ho letto, test, forum più o meno rilevanti, vi consiglio di dare un piccolo sguardo ai risultati di alcuni studi fatti dalla FUJI TACKLE, che credo sia una delle case leader del settore,
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Dalla mia ricerca, ho potuto notare che l’ 80 – 90% di chi ha realmente avuto l’occasione di provare con mano, ne è rimasto entusiasta, consigliando il prodotto.
Al di la del fatto che non si tratta di un componente puramente estetico, che quindi può piacere o non piacere, credo che i vantaggi o gli svantaggi siano un dato di fatto, che in linea di massima, tutti i pescatori che abbiano già utilizzato l’anellatura standard debbano poter percepire.
LA STORIAParlando di storia, la prima casa che ha introdotto sul mercato una canna con anellatura “micro guide” è stata la CastAway Rods che nel 2009 l’ha presentata all’ICAST, si trattava della serie SKELETON, nata in collaborazione con Doug Hannon (“The Bass Professor” ndr.) che parlavano di questa nuova generazione di componenti e brevettandoli come MICROWAVE, vantando enormi vantaggi sulla distanza di lancio raggiunta, sensibilità e versatilità con tutte le esche e mulinelli.
In realtà se ne sentiva parlare già nel 2006, secondo alcune fonti internet, che citavano l’utilizzo su canne dedicate alla pesca dei cefalopodi in Giappone, anche per il grande potere “anti groviglio”. Allo stesso tempo, anche in Europa venivano utilizzate per la pesca al colpo, per cui, se erano nel 2009 una novità per il mercato USA, non lo erano per altri paesi.
Volendo citare dei nomi, sicuramente la FUJI è la casa che le ha realizzate tra le prime, ma coloro che ne hanno capito l’importanza sicuramente ci sono: Steve Gardner (Vibronics Rods), Bobby Feazel (Shockwave Rods) e Bill Stevens (Swampland Rods). Altre case hanno coniato dei prodotti simili per caratteristiche, differenziando il nome, come la serie MICRO MAGIC RODS della Duckett Fishing e tante altre…
I PRO ed i CONTROAlcuni dubbi sono nati, mentre altri sono stati svelati, ascoltando le opinioni degli addetti ai lavori, che ovviamente tendono a trattare la materia con la dovuta “cautela”.
I PROParliamo degli effettivi benefici dell’utilizzo delle micro guides.
SENSIBILITA’ – la sensibilità trasmessa dal filo al grezzo è trasferita in più punti, più uniforme
LANCIO – la distanza di lancio raggiunta è maggiore sia con esche leggere che pesanti, dovuta al miglior allineamento del filo lungo la canna, grazie a più punti di controllo
BILANCIAMENTO – il minor peso degli anelli (dal 60 all’80% in confronto a quelli standard), migliora il bilanciamento della canna con un mulinello di minor peso, aiutando anche il pescatore a non affaticarsi durante le ore di pesca
PRECISIONE – utilizzando questi piccoli anelli, si è costatato una miglioria anche nella precisione, dovuta al maggior controllo della canna in fase di lancio, minor resistenza al vento e riducendo la torsione delle spire del filo
Il potere della FERRATA (hooking power) è relativo al numero di anelli ed aumenta quanto più vicino alla canna si trova il filo, rendendola più pronta
Riduzione delle TORSIONI del filo, il numero e la posizione degli anelli, favoriscono una ridotta pressione sull’anello.
I CONTROI lati negativi, per quanto poco influenti, possono essere legati a fattori di acque sporche, infatti i pollini aggallati, portati tra gli anelli dal filo, creano fastidiose “palle”, maggiormente di anelli “standard”. Inoltre ghiacciano facilmente, danno maggiori fastidi al passaggio di eventuali nodi, tollerano meno i grossi diametri di filo e nylon con molta “memoria”.
CARATTERISTICHEPer dare delle indicazioni tecniche, possiamo parlare di micro guides quando abbiamo a che fare con anelli di grandezza non superiore alla 5 che possono scendere fino alla 2 nella misura più piccola. I materiali in cui sono realizzati sono vari, a partire dal classico SIC all’ossido d’alluminio, ne esistono in rifiniture al titanio ed in alconite.
Il costo non influisce in maniera rilevante sul prodotto finito, ma è necessario utilizzare appropriati schemi di montaggio, soprattutto in merito alla distanza, la scalatura. La disponibilità è in aumento presso i negozi internet, molto bassa negli shop locali.
In conclusione, penso che ognuno di noi possa trarre le sue conclusioni e ricercare altre informazioni in merito, secondo me si tratta di una evoluzione e non di un prodotto “fake”, rappresenta un miglioramento soprattutto se mettiamo sulla bilancia i pro e i contro sopraindicati. Non resta che provarli in pesca!!!
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