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Pesca a spinning alla trota in torrente
Venerdì 27 Maggio 2011 11:12
farioLa pesca dei grandi predatori sia d’acqua dolce che salata, la pianificazione della battuta, la scelta  dell’attrezzatura,
il solo pensiero del combattimento della vita, fa salire l’adrenalina a mille…
Insomma il massimo per uno spinner!
Con l’arrivo della primavera, si risvegliano i sensi e il mio legame con la natura selvaggia mi porta a percorrere lunghe distanze e ad affrontare impervi sentieri, alla ricerca della regina dei torrenti: la trota.
Ed è proprio quest’ultima tecnica quella che preferisco, per la spettacolarità dell’azione di pesca, l’attacco in diretta, la dura lotta con la grossa trota, la foto di rito, ed il doveroso rilascio… personalmente ritengo che sia una delle tecniche più affascinanti e impegnative per il pescatore sportivo.

fario

La trota di torrente è assolutamente uno dei pinnuti dei più timorosi e sospettosi. La si può pescare con lenze sottilissime e la “migliore” delle esche disponibili, ma se ha avvertito la nostra presenza quasi sicuramente non attaccherà, specialmente se di taglia; è un pesce scaltro, ha sempre un suo riparo ed aspetta il momento migliore per andare a caccia.
E' imprevedibile, la si puoi incontrare ovunque, a volte nei posti più impensabili: dal piccolissimo torrente con pochi centimetri d’acqua al grande fiume, in fortissima corrente o in acqua ferma.
Il periodo più propizio, nonché il più divertente per la pesca a spinning della trota in torrente, è il periodo primaverile, ovviamente dal punto di vista puramente piscatorio, ma soprattutto dal punto di vista naturalistico, quando ruscelli e i piccoli fiumi che scendono tra valli e montagne pullulano di vita.

Dopo questa breve introduzione, occupiamoci di ciò che più ci interessa, la pesca. Premetto fin da subito che è difficoltoso illustrare con qualche riga, la tecnica da utilizzare nello spinning in torrente, certe cose si imparano più facilmente sul campo che attraverso la lettura di pagine scritte da qualche appassionato, che la notte invece di andare a dormire si dedica alla stesura di qualche articolo.  Ciò che si può fare, è dare delle dritte puramente teoriche su tecniche, che ognuno di noi con il tempo padroneggerà ed affinerà.

L'approccio alla pesca
Sostanzialmente gli approcci a spinning sono di due tipi: in corrente o contro corrente.
Il primo approccio risulta essere il migliore dei due, sostanzialmente per due motivi, evitare di esser visti ed imitare il naturale movimento di una preda che cade in acqua, tuttavia in alcune situazione il secondo approccio potrebbe risolvere“strane” giornata di pesca creando una sorta di effetto sorpresa.

Gli artificiali
Gli artificiali per la pesca in acqua corrente sono stati i primi in assoluto,tra gli storici non possiamo non menzionare gli intramontabili cucchiaini (rotanti ed ondulanti), sino ad arrivare alle innumerevoli varianti di minnow e siliconici.
Se  peschiamo in torrente piccoli con buche corte, è indispensabile un rotante che entra in azione appena tocchi l'acqua, ottimi i Meps del n° 0 e i martin dall’ 1 al 4, al crescere della corrente utilizzeremo corpi di peso maggiore e possibilmente palette di dimensioni minori.
Per quanto riguarda i minnow sceglieremo modelli di 3-4cm di tipo floating nel caso di torrenti piccoli sino ad arrivare a modelli affondanti di 5-6 cm all’aumentare della portata e del fondale, anche in virtù del fatto che incontreremo pesci di taglia maggiore; è possibile inoltre utilizzare  esche siliconiche, che in determinate situazioni possono essere la carta vincente, montate su teste piombate oppure adoperando i pallini spaccati direttamente sulla lenza, quest’ultima soluzione ci permette di gestire qualsiasi evenienza.

Le colorazioni
Il dilemma più comune che affligge gli spinner riguarda il colore: alcuni sostengono che le livree degli artificiali non fanno differenza agli occhi del nostro amico pinnuto, altri esattamente l’opposto, personalmente, ritengo, che come al solito la verità sta nel mezzo; per esperienza personale posso assicurare che ci sono tutta una serie di fattori e condizioni che fanno sì che le correnti di pensiero siano entrambe più o meno valide, solo con l’esperienza riusciremo a comprendere qualcosa in più in merito, a tal proposito è utile avvalersi un diario di pesca che compileremo al termine di ogni battuta, vi posso assicurare sin da ora che i risultati spesso saranno discordanti tra loro. Tuttavia non posso esimermi dal consigliarvi l’utilizzo di livree che imitino le prede più comuni nell’ambiente nel quale vive il nostro amico pinnuto per quanto riguarda minnow e siliconici, discorso un po’ diverso per quanto riguarda i rotanti, in questo caso, la scelta sarà dettata dal particolare periodo, colori “universali” sono l’argento e l’oro, il primo in giornate soleggiate il secondo in giornate nuvolose.

Attrezzatura, canna, mulinello e filo
Altro tema importante riguarda l’attrezzatura, in particolare utilizzeremo canne di 6’-7’ ad azione semiparabolica con casting 5-15 g (vi invito a dare un occhiata ad un precedente articolo sulle cane da spinning), mulinelli dal 1000 a 2500, fili non oltre lo 0,20  o trecciati dello 0,6-0,8 ed utilizzando uno spezzone di 50-60 cm nylon o fluorocarbon di opportuno libraggio.
Personalmente preferisco un buon fluorocarbon del 18-20.

Il rilascio della preda, massima espressione della sportività
Un ultimo consiglio è quello di rilasciare il pescato, soprattutto nel mese prima della chiusura, le trote saranno già in frega o quasi, privare il torrente di fattrici sarebbe un crimine molto grande e vi toglierebbe la possibilità, non solo di prendere quella stessa trota l’anno successivo, ma precluderete la nascita di numerosi avannotti.
Pensateci bene quando vi ritroverete una trota tra le mani in un posto incantevole e fate la scelta più giusta, rilasciatela, ricordandoci sempre che il  nostro è un bellissimo sport, non un modo per procurarci del pesce, se si vuol cenare con gli amici basta passare in pescheria. Ed allora tutti a pesca nel pieno rispetto della preda e della natura.

Giuseppe Di Luca

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