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Pesca a spinning - piccolo racconfo
Mercoledì 07 Gennaio 2009 12:22
Era la fine di un pomeriggio di giugno, quando il sole inizia la sua caduta tra le dolci curve delle montagne di fronte a Varenna e traccia sulle acque del lago una striscia di fuoco con mille scintille ardenti come braci.

Quel giorno stavo pescando gli agoni da un vecchio molo in muratura che non era più utilizzato ormai da diversi anni.
Con me c’ era Giulio, ottimo pescatore e grande conoscitore degli agoni del lago di Como che cattura, con successo, da più di trenta anni.
Dopo una mezz’ ora passata a “setacciare” l’ acqua ( termine che mima il movimento sempre uguale di questa pesca verticale) ecco le prime catture; quasi simultanee, la cima della canna si piega ed un peso ben conosciuto “tira” dall’ altra parte della bava invisibile che reca con se l’ insidia dell’ amo.
mi disse in tono scherzoso e scaramantico l’ amico mentre si puliva le mani argentate di squame in uno straccio legato al secchio che fa da carniere. Io risposi con il solito sorriso e contento di quella prima cattura misi via il pesce appena slamato.
Come sono belli questi pesci ! Sottili come lame, longilinei, scintillanti quasi fossero delle colate di argento vivo, con il dorso che varia dal verde acqua al blu oltremare. La grande pinna caudale semi-rigida e quella anale, una spina appuntita e quasi tagliente sono i segni inconfondibili delle origini marine di questo pesce. Infatti la leggenda narra che alcuni agoni, per le grandi danze della frega , spingendosi troppo avanti nei fiumi rimasero intrappolati nei grandi laghi alpini del nord.
Passarono i minuti e, tra un racconto e l’ altro delle nostre avventure di pesca passate, continuammo imperterriti a sondare le acque antistanti con il caratteristico movimento “a strappo” della canna da pesca dal basso verso l’ alto.
dico, indicando con la mano la piccola foce del fiume Esino ormai appena abbozzata.
Una volta c’ era una bella spiaggietta e il fiume scorreva incastrato tra la piccola diga di massi (su cui mi mettevo spesso a pescare) e l’ argine in cemento. Poi con l’ alluvione del .. la spiaggia fu spazzata via in un colpo solo e il letto del fiume riempito di detriti fino a pochi centimetri dall’ argine. Nonostante i successivi lavori di ripristino non è rimasto nulla della vecchia foce ed il fiume ora sembra scorrere con malavoglia e dileguarsi in fretta senza tanto clamore, creando solo un piccolo correntino, tra i flutti.
Di rimando l’ amico mi raccontò di come quella volta, nell’ occasione di una determinata gara, riuscì un po’ per fortuna e un po’ per bravura a battere il campione Italiano al momento in carica proprio con un bel cavedano agli ultimi minuti.
Ma ecco che tornò l’ emozione ! la mia canna si era piegata sotto lo sforzo di trascinare verso la sua risalita un pesce forte e nervoso che sbatteva nel tentativo di riguadagnare la libertà.
Ogni volta che attacco un agone mi sembra sempre la prima ! L’ entusiasmo della cattura è sempre rinnovato quando, senza nessun preavviso, senti quel peso ben definito che contro ogni sorta di dubbio indica l’ abboccata. Quale gioia mi riempie nel sollevare il pesce dal fondo, delicatamente, per non perderlo e poi slamarlo !
Ma come tutte anche questa felicità è effimera e si scioglie come neve al sole di aprile lasciando spazio al solo desiderio di provare ancora una volta, ed un’ altra, ed un’ altra la soddisfazione di una nuova cattura.
Intanto il sole iniziava a tramontare dietro le rocce esaurendo il suo riverbero di scintille infuocate che fanno male agli occhi se tenti di guardarle; e noi tra un agone e l’ altro (verso il crepuscolo l’ attività dei pesci aumenta) pensavamo già ai molteplici modi di cucinare i gustosi “pesci d’ argento” quando in tutta risposta alla tirata verticale di Giulio la sua canna puntò di botto verso il basso ! Il filo capillare era talmente teso da fare schizzare in aria una pioggerellina di gocce d’ acqua. La cima della canna si piegava a scatti repentini verso il basso come attratta da una misteriosa forza “a strappi” sul fondo del lago. Ci guardammo negli occhi allibiti da questo sfoggio di potenza inusuale in un pesce che è lungo al massimo trenta
centimetri !
Dopo qualche minuto di delicato tiro alla fune, assolutamente non al sicuro dal rischio di rottura della sottile bava trasparente, unico legame tra il prolungamento del braccio e la forza misteriosa; Giulio riuscì a guadagnare circa un metro di filo e nello spazio di acqua sottostante apparve una sagoma scura. gridai eccitato all’ amico che fortunatamente, forte di molte battaglie vinte, aveva mantenuto la freddezza necessaria per dosare nel giusto modo la forza tirando quando possibile e ammortizzando bene le fughe del pesce.
Trascorsi ulteriori minuti carichi di tensione sia per i pescatori, sia per il pesce, che, non in ultima, per l’ attrezzatura; La grande sagoma scura venne a galla facendo esplodere l’ acqua in un grande sbuffo e con agile giravolta tornò a testa bassa verso il fondo.
Nell’ attimo dell’ estremo tentativo di liberarsi dalla trappola dell’ amo il misterioso avversario si rivelò essere una bellissima tinca colore dell’ oro ! Oro guizzante con il dorso nero come carbone ! La tinca ormai stanca di quel tiro alla fune si arrese ben presto e il mio amico pescatore con abili manovre la tirò nell’ acqua bassa e poi a riva.
A quel punto scesi dal molo e, dopo essermi bagnato le mani per non togliere quel muco protettivo che ricopre le squame delle tinche, la liberai dall’ amo.
Era veramente un pesce splendido che stimammo essere attorno al kilo e mezzo; sano e forte. Con quei suoi occhi neri e la bocca carnosa giallo-arancione rivolta verso il basso e adorna dei barbigli laterali sembrava ci supplicasse di liberarla e farla tornare al suo elemento naturale.
Decidemmo subito di restituirle la libertà e mentre si allontanava lentamente dalla riva verso le acque più fresche in cui vive ammirammo taciti quell’ oro guizzante e quel dorso possente che illuminato dalla luce del tramonto assumeva una bella sfumatura arancio.
disse soddisfatto l’ amico. Io risposi con il solito sorriso...
 

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