Vademecum della tecnica del CATCH & RELEASE.
E' una pratica che tutti i pescatori seri dovrebbero accettare e rispettare ma anche capire, purtroppo, il C&R è legato solamente alla nostra etica e volontà.
Diversi motivi come:
1) l’aumento della pressione di pesca,
2) l'inquinamento idrico in molti corsi e bacini,
3) una legislazione carente e poco punitiva verso il bracconaggio, il prelievo indiscriminato purtroppo autorizzato da limiti di catture troppo tolleranti sia del numero dei pezzi che della taglia ecc. hanno portato nel corso degli ultimi anni ad una notevole diminuzione dei pesci pregiati quali soprattutto i blackbass, lucci, sandre, persici reali, trote, temoli ecc..
Lo scopo fondamentale del C&R è quello di salvaguardare innanzitutto le specie.
Il vero pescatore, pratica sempre il rilascio, indipendentemente della misura minima imposta.
Purtroppo diffondere questa pratica è difficile e con risultati incerti, ma speriamo nelle nuove generazioni di pescatori.
Purtroppo in mancanza di etica della pesca e di una legislazione più coercitiva, non possiamo costringere nessuno a rilasciare i pesci catturati.
Semplici ed ovvi consigli per la pratica:
1) Tenere il pesce fuori dall’acqua il meno possibile, velocizzando la slamatura utilizzando anche apposite pinze e non indugiare troppo con le foto non è un trofeo un bass moribondo;
2) Se una volta liberato in acqua il pesce non riprende, riossigenarlo muovendolo avanti e indietro, in modo da far entrare ossigeno nelle branchie, non appena da cenni di ripresa lasciatelo andare via.
3) Tutti i pesci sono ricoperti da un muco protettivo e tenerlo in mano o appoggiarlo sul terreno potrebbe causargli lesioni cutanee o locale scomparsa di protezione, che favoriscono l’insorgenza di micosi come la saprolegna. Se obbligati prendetelo con le mani bagnate. Per il Black Bass prendetelo per la mandibola tenendolo perfettamente verticale, cioè senza ruotare la mano per non lussare l’articolazione, se di taglia grande intorno ai 2 Kg anche questa pratica è eccessiva è meglio slamarlo in acqua. Mai e poi mai infilare le dita nelle branchie, se è un bel luccio è pure pericoloso per voi vi provocherà tantissime piccole abrasioni e di sicuro non lo farete più.
4) Si possono utilizzare ami senza ardiglioni schiacciandoli semplicemente con le pinze.
5) Tagliare con una tronchesina gli ami dell'ancoretta in caso non si riesca a slamare facilmente il pesce
6) NON tenere appesi i pesci per l'artificiale!!
7) Se il pesce sanguina rimetterlo in acqua alla velocità della luce l’acqua contrariamente a quello che si pensi favorisce la coagulazione del sange.

Tutti i consigli sopraelencati sono di facile attuazione, ma se capita di prendere un pesce a grande profondità e lo recuperate velocemente, avrà la vescica natatoria espansa perché non è riuscito a compensare la differenze di pressione (ricordo che ogni 10 m di profondità corrispondono a circa un’atmosfera) e qui la cosa si complicata notevolmente, fortunatamente non capita praticamente mai a parte chi pesca in mare, dove pochi fanno C&R.
Per quanto riguarda il luccio sarebbe preferibile salparlo con un guadino (meglio se lasciato in acqua!) e slamarlo nello stesso velocemente e con delicatezza! Molto diffusa e poco dannosa per l'esocide è anche la cosiddetta "presa opercolare"
Effettuando la presa opercolare è di fondamentale importanza ricordare di infilare la mano destra nell opercolo destro oppure la sinistra nell opercolo sinistro per evitare che il luccio,ruotando la testa,possa farci male con i suoi circa 700 dentini mooooolto taglienti!
9) Aggiungerei sempre e comunque molto buonsenso!!!!!!!!