Carolina Rig è una tecnica estremamente popolare negli USA, ma ancora non molto usata il Italia seppure efficace per la pesca al Bass.
Cominciamo con l’esca da innescare teoricamente tutta la plastica è utilizzabile, ma sono molto indicate salamandre, gamberi, creature, worm dai 3” ai 7”, generalmente le esche più piccole sono utilizzate dove la pressione di pesca è maggiore.
La tecnica Carolina rig è di fatto un Texas rig con alcune modifiche e aggiunte.
Come si procede per eseguire la montatura?
Prima di iniziare, abbiamo bisogno di tagliare uno spezzone di filo (fluorocarbon preferibilmente), di solito tra 30 e 100 cm, a seconda delle esigenze. Quindi, infiliamo una zavorra a proiettile da ¼ ad 1 oz sulla lenza madre di solito in ottone o tungsteno, seguito da una o due perline di ottone o di vetro e poi opzionalmente anche un ticket (dischetto di ottone). L’ottone e il tungsteno sono generalmente preferibili al piombo perché trasmettono una sonorità più forte.
Dopo di che annodate una girella a questo punto prendete lo spezzone di filo che annoderete sull'altra estremità della girella ed infine legherete un amo per innescare l’esca di plastica.
La lunghezza del finale è importante; troppo breve e il bass potrebbe reagire contro la montatura; troppo lungo i bassi potrebbero perdere interesse per l'esca (questo è un momento in cui la pratica e l’esperienza pagano).
Generalmente in presenza di acque limpide, poca vegetazione ed ostacoli si utilizzano finali più lunghi, mentre in acque opache, ricche di ostacoli od erbai i finali saranno più corti.

Zavorre

Perline in plastica

Ticker

Montatura

Schema montatura

Montature commerciali già pronte, Carolina Shortcut Rig (1)

Montature commerciali già pronte, Carolina Shortcut Rig (2)

Montature commerciali già pronte,Carolina Clacker Rig (3)
E’ una delle tecniche insieme ai crank e spinner ideale per la ricerca dei bass in una zona dove si crede che il pesce può stazionare (ricerca ed esplorazione). Questa montatura è molto vantaggiosa perché offre sia stimoli visivi che sonori.
In questo caso vi basterà lanciare a raggiera, recuperando a strappetti, alternati ad ampi rilasci e/o saliscendi veloci ed altalenanti in prossimità del fondo.
Se i recuperi sono stati fatti bene, in poco tempo riuscirete ad avvertire le prime abboccate, individuando la zona di maggiore attività dei bass.
E’ una delle tecniche da provare per prima quando si arriva in un posto nuovo e non si conoscono ancora gli spot.