Alla richiesta della tecnica usata, dei materiali e delle tipologie di colori e resine rispondo:
Brevi cenni della tecnica usata (niente di nuovo)
Fase 1: Carteggiatura integrale dell'artificiale da trattare, suggerisco di evitare carte a grana grossa, anzi le sconsiglio perchè causano rigature antiestetiche, al posto della carta vetro consiglio la paglietta metallica, quella da cucina, lavorando in acqua; il lavoro sarà un pò piu lungo ma ci evita di stuccare le rigature.
Fase2: Si mascherano i particolari da proteggere dalla vernice, gli occhi, per esempio e la paletta
Fase3: La superficie è liscia ma abbastanza porosa, si da il fondo, viste le dimensioni ridotte, io do direttamente un bianco acrilico a mezzo aerografo
Fase 4: arriva il bello, la decorazione e la livrea, sono il frutto dell'osservazione e del gusto estetico, molti dicono che non è necessario arrivare al minimo particolare, io non sono d'accordo perchè il lavoro deve soddisfare prima me e poi i pesci.
Colori acrilici compatti, perlati, micacei e metallizzati (sto usando i Ferrario) si danno ad aerografo in fasi successive e /o sovrapponendosi al colore ancora fresco
fase 5: Sono passate almeno 24 ore dalla decorazione, si passa alla resinatura con resina epossidica bicomponente (per ora), io do due mani di resina, che rendono brillanti i colori, proteggono tutto il lavoro e compattano l'insieme. Prima della stesura, ovviamente si toglieranno le mascherature operate ad occhi e palette, dopo la prima mano si lascia asciugare, diciamo 24 ore, in seguito la seconda mano.
Non so se vi è mai capitato, con un artificiale nuovo, dopo i primi lanci di vedere quelle lunette sui fianchi fatte dalle ancorette, bene, dopo questa resina, ho notato che quel problema è sparito o almeno molto, molto rimandato.
Ho pescato l'intera esate con autocostruiti, il segno ancora non c'è, Ergo, adesso una passatina diresina la do anche agli artificiali nuovi.
