rievocando momenti indimenticabili o sensazioni che solo noi, il nostro “ scatto “, può rievocare.
E non esiste connubio migliore tra l’arte dello Spinning e la Fotografia, un mondo che vive solo di emozioni, in cui i protagonisti sono semplicemente le nostre catture, l’immenso paradiso che ci troviamo di fronte, il rilascio che porta alla fusione totale tra lo spinner e la natura, il rispetto nei confronti di qualcosa che non si può esprimere e che solo la Fotografia può farlo nel migliore dei modi ; quel rispetto verso qualcosa che chiamiamo “Natura”, ma che è semplicemente l’universo di emozioni materializzato in cui noi ne facciamo parte e spesso neanche ne siamo consapevoli, quell’universo in cui dovremmo sentirci “rispettosi figli”.
E proprio per questo che appaga molto di più un semplice scatto piuttosto che la cattura in sé, perché è li che si annidano tutte le nostre emozioni che come per magia, solo fotografando quell’istante, possono farci battere ancora il cuore.
Mi sono approcciato al mondo della Fotografia da un anno a questa parte, e ho scelto di affrontarla essenzialmente da un punto di vista personale e non professionale, per poter vivere al meglio quelle emozioni che solo il mondo della Pesca mi regala e soprattutto che solo lui, il Mare, il mio vero protagonista, riesce ad offrirmi. Perché voglio vivere solo di emozioni, è solo questo che mi appaga aldilà di ogni singola cattura, entrando sempre nell’ottica del rispetto verso qualcosa che è immensamente più grandi di noi. Il rilascio è la mia priorità come appagamento personale verso il Mare che mi permette di vivere così intensamente tutto ciò.
Il bello della Fotografia secondo il mio modestissimo parere è che ognuno vive in modo personale le proprie emozioni e le esprime a modo proprio nel suo scatto. Per questo esistono poche e semplici regole che ho appreso e che se seguite possono fare dei nostri scatti qualcosa di particolare, in cui il “particolare” è riferito sempre alla nostra sfera personale : la “Foto ci deve appartenere”.
Il mio discorso si incentrerà dunque sull’ “impostazione” fotografica piuttosto che ad un discorso prettamente professionale, cosa che non sarei nemmeno in grado di farlo. Vi racconto come vivo io il Mare, come cerco di cogliere al meglio le emozioni attraverso uno scatto e dunque cercare di influenzare chiunque legga a vivere il mondo della Pesca nel modo migliore possibile. Introdurrò anche qualche piccolo dettaglio che possa rendere al meglio le nostre Foto, ma sempre un discorso generale incentrato sull’impostazione piuttosto che al “ritocco” , in quanto vi sono vari programmi che permettono tutto ciò e vari tutorial in rete che vi spiegheranno in modo sicuramente migliore di come potrei farlo io. Inoltre sottolineo come ciò vada aldilà della fotocamera in se, in quanto la scelta di una tipologia di una fotocamera o di un'altra non va ad influire su ciò che vorremmo dare ai nostri scatti, ovvero “ emozioni”. Certamente se in seguito si vuole migliorare sempre più, la scelta di una fotocamera migliore influisce sulla qualità, ma ritengo tutto ciò un passo successivo. Gli scatti infatti che propongo in seguito sono stati effettuati con una semplice digitale compatta, maneggevole e rapida quando si va a seguire la nostra passione, che sia in lago o in mare.
Dunque concentriamoci principalmente su come “cogliere e dare un significato ai nostri scatti”, che ritengo sia la cosa fondamentale in tutto ciò che rientra nell’obiettivo della nostra fotocamera.
Iniziamo dalla parola “evocare”, parola che ha le stesse caratteristiche se riferite ad un quadro. Evocare quel significato nascosto che ognuno di noi vuole immortalare, e non c’è niente di meglio che questo piccolo esempio per poter capire tutto ciò.

Questa foto può sembrare una foto come le altre, ma racchiude tutta l’energia e l’emozione che mi ha regalato questa cattura. “La resa di un Campione” sarebbe il titolo più adatto, le ferite procurate in battaglia pur di resistere e di liberarsi lo hanno portato ad una morte certa e ad un estremo rancore . Un rilascio impossibile che provoca molta amarezza, espressa da un bianco e nero dal gusto nostalgico, sottolineando la volontà magari di poter tornare indietro per poter far il possibile.
Il protagonista diventa più che la cattura le sue ferite, che simboleggiano sia la lotta estrema da un lato e sia la volontà di rimediare da parte dello Spinner, accentuata dal tocco di bianco e nero. Un ricordo amaro ma senza dubbio ricco di emozioni. Ribadisco come tutto ciò sia riferito alla sfera personale, “la Foto ci deve appartenere”.
Concentriamoci adesso su “come scattare”, ovvero su come immortalare al meglio ciò che è il nostro protagonista. Considero infatti molto importante che il protagonista delle nostre foto sia la cattura e non noi, o magari anche noi ma sempre in secondo piano rispetto la cattura. Fondamentale è poi un consiglio più tecnico e anche banale, ovvero porre sempre la nostra cattura di fronte alla luce solare, in modo da esaltarne le caratteristiche della livrea e catturarne al meglio i colori, problema di tutte le compatte digitali rispetto ad una reflex professionale.

Come si evince da questa foto il protagonista è la nostra cattura, messa in risalto con tutti i suoi magnifici colori dalla luce solare e dallo sfondo misto a pietre e alghe. Non può mancare ovviamente l’artificiale responsabile di tutto ciò. I colori sono stati messi in risalto maggiormente con un ritocco successivo grazie ad un programma di fotoritocco, ma la cosa fondamentale quando si vuole ritoccare una foto è renderla sempre “il più naturale possibile”. Non bisogna mai eccedere nei ritocchi in quanto una foto che inizialmente ci può piacere rendendola surreale, poi non ci piacerà più a causa della sua mancanza di significato. Ogni ritocco deve essere effettuato in maniera intelligente sempre entrando nell’ottica che la nostra Foto è come un quadro che deve esprimere, e dunque noi pittori dobbiamo combattere con essa per cercare di renderla “il più esprimibile possibile”.
Ciò che ad esempio ci impedisce di poter trarre il meglio dalle nostre foto è la mancanza di vera luce, ovvero durante notte, in principio d’alba o a fine tramonto. In quel caso bisogna trarre vantaggio dall’effetto che la situazione può offrirci, come ad esempio mettere in risalto alcuni particolari della nostra cattura.

In questa foto ad esempio, sebbene con tanti difetti come ad esempio la prima parte di foto abbastanza sfocata, ho voluto mettere in risalto ciò che si contrasta bene con lo sfondo notturno, ovvero la caratteristica del nostro tipico “barracuda bocca gialla”. La sua bocca con quel contrasto giallo e i suoi denti danno la sensazione che quasi esca dal riquadro fotografico, intonandosi anche con il colore dell’artificiale. Un semplice scatto che rievoca quella piacevole alba passata in compagnia di un amico tra una risata e un'altra, emozione che è racchiusa in uno scatto “non tecnicamente perfetto “, ma ricco di emozioni soggettive e intime.

Spesso mi trovo anche ad immedesimarmi con ciò che mi circonda durante l’azione di pesca, cosa che mi porta a scattare nei momenti di pausa quello che più è in grado di esprimere il mio animo. Ecco perché vi propongo questa foto a cui tengo tanto, ogni volta che la rivedo mi sembra quasi di rivivere le stesse sensazioni : l’attesa, la brezza marina che sfiora la pelle, il silenzio. Per questo ho trovato nella Fotografia quell’arma in più per potermi sentire meglio, dando importanza a come esprimere quelle sensazioni e mettendo in secondo piano la qualità della foto.
Mi immedesimo ogni volta in questo gabbiano, solo, con lo sguardo verso il mare nell’attesa di qualcosa che gli manca. Il bianco e nero dona ancor di più la sensazione nostalgica e quasi impossibile di ottenere ciò che in quel momento cerca di ammirare, inoltrando lo sguardo verso quel Mare che è per lui fonte di vita e di speranza.
La magia del momento è accentuata dal colorazione quasi fiabesca dell’acqua, che in questo caso racchiude quel senso mistico che il gabbiano, così come me, cerca.
Altro momento importante che mi piace soprattutto fotografare è l’alba. Qui è ancora più importante il concetto di rendere la foto il più naturale possibile cercando però di accentuare quei colori bellissimi che l’alba ci propone ma che la nostra fotocamera non riesce al meglio a catturare. Sempre un piccolo ritocco che accentui quei colori persi durante lo scatto, ma senza esagerare. Cosa fondamentale è inoltre mantenere l’orizzonte del mare dritto in qualsiasi foto esso compaia, in quanto un orizzonte storto da la sensazione quasi di un mare che “ si svuota”. Nel caso in cui venga un orizzonte storto questo è possibile modificarlo con gli appositi programmi di fotoritocco. L’unica pecca è che se è abbastanza accentuato, il ritaglio della foto dovuto alla correzione dell’orizzonte è abbastanza ampio e quindi siamo costretti a togliere gran parte della nostro scatto. Quindi consiglio sin da subito nel cercare di mantenere l’orizzonte nella posizione più corretta possibile, in modo che magari in un successivo ritocco si ritagli solo una piccola parte della fotografia.

Propongo questa foto in cui il soggetto sono io stesso, dunque lo scatto non è fatto da me. Questo fa capire come tutti noi possiamo scattare delle foto veramente belle quando si è presi dall’emozione che ti travolge in quel momento.
L’alba da una sensazione meravigliosa, quasi di fusione con quello che accade attorno a te. Tutto si riempie man mano di colori, e con esse le emozioni che sembrano quasi viaggiare sul velo d’acqua. Ogni alba ha puoi un sapore diverso, proprio perché con essa sono legate tutti i pensieri di una notte : diventa una nuova rinascita e ti riempie il cuore di quei colori che porterai con te tutta la vita. Per questo prediligo molto fotografarla, è il mio momento mistico preferito.
Spero di aver espresso al meglio quello che è per me l’unione tra Fotografia e Spinning, un unione che è difficile da spiegare proprio perché devono essere le emozioni a poter parlare attraverso un semplice scatto. Un approccio che fa del rispetto verso la Natura la base fondamentale per poter vivere quelle emozioni che essa ci propone, così come la cattura in sé. Il rilascio è qualcosa che non si può spiegare a parole, è il miglior modo per rendere grazie ed è difficile anche da immortalare.
Se si è soli consiglio di dare priorità alla salute del nostro pesce, basta solo uno scatto veloce e poi preoccuparsi invece di liberarlo nelle condizioni migliori possibili. Perché spesso, anche se non si riesce a fotografare, rimangono degli scatti nel cuore che nessuno potrà mai immortalare, e sono questi scatti quelli veramente importanti, che possono essere “rievocati” solo rivivendo quelle emozioni in futuro. “ La Foto ci deve appartenere ”, e non esistono fotocamere migliori del nostro cuore.
Paolo Nanè X PLANETSPIN
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