Offerte e novità Maddaluno Mare

Kayak Fishing alle Bahamas
Mercoledì 20 Luglio 2011 08:19

kayak-cecchiCosa abbiamo oggi su PLANETSPIN ? Vediamo… potremo parlare di qualche nuova esca, qualche canna, magari mettiamo qualche video o… no, oggi conosciamo SUPERCECCHI!


Girovagando per la rete, mi è capitato spesso di guardare dei video strani, che in qualche modo mi hanno colpito per i più svariati motivi, ma questo mi ha lasciato davvero a bocca aperta perché ha saputo trasmettere, secondo me, con grande semplicità, i colori, i rumori ed i paesaggi di un ambiente superlativo, parliamo delle Bahamas. Ora ve lo pubblico:

 

 

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.


Da qui l’idea di contattare l’autore per scambiare qualche chiacchiera, informazione e poi mi è balenata l’idea di condividere con i lettori di PLANETSPIN questa simpatica nuova conoscenza.
La passione per la pesca ed il rispetto per la natura sono trapelate subito dopo il piccolissimo scambio di messaggi con il carissimo Andrea (il suo vero nome), ma quello che mi ha lasciato gradevolmente sorpreso è stato scoprire che dietro quella muscolatura e quella figura un po’ “fuori dalle righe”, si nascondeva una persona dal nobile animo, colto, allo stesso tempo capace di saper esprimere con le parole dei sentimenti complessi ed appassionare per il suo modo di descrivere le sue passioni.

 

Io ringrazio personalmente Andrea per aver condiviso con noi le sue emozioni e le sue avventure, con l’auspicio di leggerlo più spesso sulle nostre pagine… vi lascio al suo racconto.

 

Kayak  Bahamas

 

Sometimes men go fishing without knowing it’s not fish they’re after

Henry David Thoreau

 

Raccontare un sogno non è cosa facile.

Sarebbe più semplice dipingerlo con colori luminosi ed evanescenti che ne rappresentino la sua inconsistenza.

Per me, quei colori sono l’azzurro e tutte le sue sfumature.

Quando si sorvolano le Bahamas verso l’isola di Eleuthera si gode di uno spettacolo meraviglioso. Tutte le tonalità di azzurro immaginabili prendono forma e si fondono con il blu dell’oceano ed bianco della sabbia.

L’acqua del mare è così limpida che si vede il fondo. In effetti è uno dei pochi posti al mondo dove la trasparenza dell’acqua consente di vedere il fondo del mare anche dai satelliti.

La parola che viene in mente è Paradiso, ma dato che per andare in paradiso bisogna prima morire, preferisco chiamare l’isola semplicemente con il suo nome Eleuthera, dal greco: libertà.

Vado ad Eleuthera ogni anno dal 1995.

Dal 2002 dispongo di una bella villetta molto confortevole, di auto e di barca, e da circa tre anni anche del mio bellissimo Prowler 13 della Ocean Kayak.

kayak-cecchi

Agli inizi andavo ospite dai parenti di mia moglie (originaria proprio di Eleuthera) e l’unico mio mezzo di trasporto era una bicicletta.

La mia prima pescata è stata indimenticabile.

Lo zio di mia moglie mi ha fatto accompagnare dal “mitico” Garnet a pescare con la fiocina da quel lato di Eleuthera che i locali chiamano North Side, che sarebbe il versante dell’isola che si affaccia sull’Oceano Atlantico.

Siamo andati a pesca sub. Alle Bahamas non si può usare il fucile (speargun) ma si usa una fiocina chiamata hawaiian sling. E’ praticamente una fionda che lancia un’asta d’acciaio senza sagola.

kayak-cecchi

Quando per la prima volta ho visto un reef tropicale, mi è sembrato di vedere un miracolo. Pesci ovunque, luce brillante, coralli, vita marina. Ero incantato.

Garnet sapeva cosa cercava ed ha subito preso una bella cernia ed un’aragosta.

Io ero molto impacciato ma alla fine sono riuscito a prendere un grunt; purtroppo quando l’ho gettato sugli scogli a riva, poi l’ho perso.

Garnet è diventato un caro amico. Mi ha insegnato tutto quello che c’è da sapere sul mare delle Bahamas.

Dopo quell’iniziazione ho cominciato ad andare a pescare da solo.

Partivo la mattina con la bici. Nello zaino mettevo la canna, gli artificiali, le pinne ecc.

La fiocina la legavo lungo la canna della bicicletta.

Queste erano le mie prime avventure.

kayak-cecchi

 

Negli anni di pesca dalla riva ho preso di tutto: cernie, snapper, carangidi, barracuda, bonefish, permit, lampughe. Più volte ho agganciato dei tarpon ma mi si sono sempre slamati.

Il mio concept di pesca deriva dagli insegnamenti del mio amico Garnet, ovvero: si pesca un po’ con la canna e poi si va in acqua e si pesca con la fiocina.

Tecnicamente non sono un pescatore esperto. Non mi sono evoluto molto nelle tecniche moderne di pesca, infatti, il mio approccio è molto “Sampeiano”.

Non sono quindi in grado di discutere di finali, montature, attrezzature ecc.

Se riesco a prendere un pesce sono contento, ma altrimenti, va bene lo stesso. La parte più emozionante nella pesca rimane per me quella strategica. Osservare il comportamento di un pesce e capire quale sia il modo migliore per prenderlo per catturarlo. Questo mi piace, specialmente se ciò avviene con un’attrezzatura basilare, senza esagerazioni.

Quando vado a pescare cerco qualcosa di più prezioso del semplice atto di tirare su un pesce.

Questo è, a mio avviso,  il punto fondamentale della filosofia di pesca.

kayak-cecchi

 

Inoltre, la pesca deve essere uno sport ed è giusto che il pesce abbia delle chance di poter sfuggire e di poter lottare per non essere preso.

Ed è per questo che mi sono avvicinato al kayak fishing.

Dopo che dalla barca avevo già preso quintali di pesce, avevo bisogno di una nuova sfida per divertirmi e soddisfare il mio bisogno di libertà.

Il kayak inoltre mi consente di soddisfare anche un’altra mia passione che è quella dello stare in forma.

L’esercizio della pagaiata ha infatti un bell’effetto allenante e questo coniuga in perfetta misura l’attività fisica con il divertimento.

Una cosa di cui vado molto fiero è stata la creazione del carrello per trainare il kayak con la bicicletta. Una mia idea che ho realizzato con un normale carrello unito a due pali d’alluminio. In questo modo sono in grado si spostarmi autonomamente e di andare a pescare praticamente senza bruciare un grammo di idrocarburi. E’ una bella soddisfazione! Il mio solo carburante sono banane e noci di cocco. Il mio impatto ambientale è veramente minimo.

La pesca che pratico dal kayak è varia e molto influenzata dalle condizioni meteo e del mare.

Il bello di Eleuthera è anche il fatto che l’abisso oceanico è sempre abbastanza vicino a riva.

A Deal’s Point l’oceano è a poche centinaia di metri, mentre fuori dalla spiaggia del Cotton Bay, dove di solito esco, ci vogliono circa venti minuti di pagaia per arrivare sullo scalino oceanico ed insidiare il cosiddetto big game.

kayak-cecchi

 

Un uomo solo, con il suo kayak in mezzo all’oceano.  Non è fantastico?

Sopra di me qualche gabbiano e qualche albatros; poi il cielo e l’immensità dell’universo.

Sotto di me: l’abisso del profondo blu e chissà quale pesce.

Là dove l’eterno si fonde e si realizza la libertà è assoluta e io mi sento in arrivato in Paradiso, ma senza l’inconveniente di dover prima morire.

Il che non è poco.

 

Andrea Cecchi

Ecco alcuni video:

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.



Altre info su ANDREA CECCHI le trovi qui (clicca qui)

Puoi commentare l’articolo sul forum di PLANETSPIN qui  (clicca qui)
 

Aggiungi commento


OFFERTE EBAY di MD-SPIN

 
< Luglio 2011 >
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Banner

Banner
Banner
Banner
Banner