INDICAZIONI STRADALI
Percorrendo l’autostrada A14 Adriatica in direzione Pescara fino allo svincolo di Chieti Ovest – Pescara e continuando agevolmente il viaggio lungo il Raccordo Autostradale Pescara - Chieti/SS16, si arriva in prossimità della foce del fiume Pescara. La foce costituisce, in se per se, il porto commerciale della città, il porto turistico, invece, si erge sulla destra a pochi passi dalla stessa.
LO SPOT
L’ambiente marino dell’Adriatico centrale è costituito prevalentemente da spiagge sabbiose con fondale a lento declino, che purtroppo non costituiscono un approccio semplice per lo spinning; trovare uno sbocco d’acqua dolce o delle dighe frangiflutti può cambiare le carte in tavola e darci maggiori alternative. Non si tratta di uno spot miracoloso, noi anglers sappiamo bene che non ne esistono, ma studiandolo nei particolari e con le condizioni giuste, potremmo toglierci delle belle soddisfazioni.
I MIGLIORI PERIODI
Il periodo migliore per affrontare questo ambiente è quello che va da Settembre ai primi di Dicembre, sia per la maggiore presenza ed attività della fauna ittica, sia per via del minore affollamento, che comporterà una maggiore libertà di movimento. Anche gli altri mesi invernali e primaverili possono presentarsi piuttosto proficui, soprattutto per uno spinning mirato alla ricerca della spigola.
CARATTERISTICHE
La foce del fiume Pescara è adibita a porto commerciale e pescare al suo interno non è possibile, per questo porremo la nostra attenzione sulla scogliera esterna che funge da argine del fiume e che alloggia i caratteristici “ trabocchi “, antiche macchine da pesca la cui impronta culturale è ancora viva, anche se il loro uso è ormai ristretto ed a scopo prettamente amatoriale. Le postazioni migliori sono quelle in punta, in quanto la profondità dell’acqua è maggiore e la presenza dello sbocco d’acqua ha influenza diretta. La parte esterna della scogliera è impraticabile e con pochi centimetri di fondo.

LO SPOT AL DETTAGLIO: ZONA A
Le condizioni marine di questa foce sono quasi sempre tranquille per via della diga frangiflutti creata da pochi anni, con lo scopo di evitare l’insabbiamento eccessivo dell’imbocco, cosa che complica, e non poco, il deflusso delle imbarcazioni.
i predatori e le esche
Le prede insidiabili sono soprattutto serra e spigole, anche di dimensioni discrete. Per il serra si possono utilizzare minnow dai 12 ai 17 centimetri, nei mesi più caldi si può puntare anche sui top water, sia popper che wtd. Per la spigola, piccoli minnow dai 10 centimetri in su e palettati possono fare la differenza. Le colorazioni preferibili sono quelle che imitano i due pesci foraggio più presenti in zona ossia il muggine e l’aguglia. Chi ama pescare con la gomma, visto il fondale sabbioso ed i pochi ostacoli sommersi, dovrebbe trovarsi a suo agio. Attraversando il ponte sul fiume potremmo passare dalla parte destra della foce,sul lungomare Papa Giovanni XXIII dove è sito il porto turistico, più noto come “Marina di Pescara”. Anche in questo caso la pesca all’interno del porto è vietata date le piccole dimensioni e l’affollamento anche durante il periodo freddo dell’anno; il nostro obiettivo si sposta alle dighe esterne al porto.
LO SPOT AL DETTAGLIO: ZONA B
La diga laterale, è quella più piccola, ma anche la più praticabile. E’ nascosta dalla muraglia esterna e le condizioni sono sempre piuttosto tranquille anche con mare mosso. Questa zona del porto è particolarmente adatta allo squid spinning, da praticare nel periodo che va da fine Agosto agli inizi di Ottobre. Le seppie si possono insidiare durante tutta la giornata con propensione ai cambi di luce di alba e tramonto, gli squid jig di varie forme e colori sono le esche che riscuotono maggior successo, ma anche minnow sinking recuperati molto lentamente e radenti al fondo non sono da meno. La spigola si avvicina soprattutto durante le ore notturne o durante le scadute. Le postazioni più adatte sono quelle in punta; è preferibile utilizzare esche capaci di nuotare anche in pochi centimetri d’acqua e che siano in grado di volare lontano. Nel periodo di fine estate si può praticare il light spinning alla ricerca di aguglie, sugarelli e sgombri; in questo caso ondulanti e piccoli casting jig sono indispensabili.
LO SPOT AL DETTAGLIO: ZONA C
La diga esterna, quella più grande e impervia, racchiude e protegge l’intero porto. Per raggiungerla c’è bisogno di buona volontà in quanto la passeggiata è davvero lunga. I massi di cui è costituita sono molto grandi e disposti irregolarmente gli uni rispetto agli altri; delle scarpe antiscivolo o da wading saranno indispensabili per avere il massimo grip durante lanci e recuperi. Il punto più praticabile è costituito dalla punta che cinge l’imbocco del porto; andare oltre e trovare postazioni sicure e comode è pressoché impossibile. Le postazioni di pesca sono quasi tutte a qualche metro dalla superfice del mare, per gestire le esche artificiali in modo soddisfacente, e per facilitare il recupero di una eventuale cattura, ci sarà bisogno di utilizzare canne più lunghe del solito, in genere una 7,9’ può bastare. In questo punto del porto la profondità comincia ad essere davvero interessante. I predatori più assidui sono spigole e pesci serra, i piccoli predatori come aguglie, leccie stella e sugarelli non mancheranno, sino ai primi mesi invernali. Trattandosi di una diga esposta al mare aperto non è raro osservare anche qualche incursione di amia e carangidi, soprattutto nel periodo settembrino. Il serra è ormai presente durante tutto l’anno, lo si può insidiare sia nelle giornate soleggiate e con mare calmo, sia con mare poco mosso, acqua velata e perturbazioni. Le esche più proficue sono i minnow, in particolare slim e long jerk. Anche lipless e jig non sono da scartare. Per la spigola le esche più adatte sono i minnow dai 10 ai 14 centimetri, ma anche esche più prosperose non vengono disdegnate. Artificiali con assetto sinking possono dare una mano a sondare meglio i vari strati dell’acqua, vista la buona profondità dello spot. Inoltre non dovrà mai mancare qualche suspending da gestire al meglio con recuperi lenti e pause, che avvolte sono essenziali per scatenare l’attacco della regina.
GLI ORARI PIU' PROFICUI
Ovviamente alba e cala sole, in prossimità di cali di pressione e\o picchi di marea, sono i momenti migliori per tentare la cattura. La spigola, con il passare degli anni e con i forti cambiamenti climatici a cui siamo sottoposti, sta mutando le sue abitudini di vita e la sua presenza è più spalmata tra i vari mesi dell’anno, quindi vale sempre la pena fare un tentativo di ricerca anche durante quei periodi che da sempre sono definiti come poco fruttuosi. Nei mesi più caldi si può effettuare uno spinning mirato ai grandi predatori, grandi serra e leccie amia. Poppers, pencil poppers, skipping lures e long jerk compatti rappresentano gli artificiali più adatti a questo scopo.
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