Iniziamo il nostro nuovo viaggio nel mondo delle esche artificiali, andremo ad identificare le principali caratteristiche di movimento in fase di recupero, in questo specifico caso tratteremo del Rolling.
Oggi le esche sono realizzate per rispondere alle più diverse esigenze, ma principalmente variano in base all’azione di recupero. Facciamo una sintesi, cerchiamo di spiegare i fattori più importanti da prendere in considerazione in vista dell’acquisto, anche in base del successivo utilizzo nei nostri spot di pesca. Il Rolling Tradotto dall'inglese, la definizione di “Rolling” è simile a quella di “Spin” (da cui spinning, ruotare), indica un rotolamento e nel caso specifico, identifica il moto della nostra esca intorno al suo asse longitudinale. Gli artificiali che hanno questa caratteristica di nuoto, durante il recupero, in vista frontale, oscillando ci mostrano i fianchi (i lati) e solitamente emanano dei bagliori, dei flash, a causa degli ologrammi presenti nella verniciatura, riflettendo la luce che solitamente proviene dall’alto.
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Associato alla presenza di un rattling, (ovvero una piccola camera ricavata nel corpo dell’artificiale, dove ci sono sfere metalliche che urtano tra di esse o contro le sue pareti), il rolling provoca vibrazioni a varia frequenza, quindi, se consideriamo i lampi, i flash ed il suono generato, è facile intuire che aumenta il suo potere catturante. Questi fattori sono due ragioni principali per cui un dato momento, il predatore decide di attaccare l'esca in questione. Di seguito troviamo due piccole animazioni per meglio identificare l’azione rolling.
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Questo movimento è generato principalmente dalla forma e dal bilanciamento interno dei pesi della nostra esca, dovuto in parte anche alla forma, dimensione e inclinazione della paletta di testa. Non è raro trovare questa caratteristica, presente in forma più o meno pronunciata in quasi tutti gli artificiali, andiamo qui di seguito ad indentificare il movimento rolling in questi video dimostrativi.
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Normalmente le esche con un buon rolling, hanno spesso palette (di testa) piuttosto ampie e pesi posti nella parte anteriore del corpo. Sebbene a prima vista non esiste alcuna regola precisa o generica per determinare questa caratteristica, basta fare un breve test direttamente in pesca e a seconda del maggiore o minore angolo di rotazione intorno all'asse longitudinale, le esche si possono identificare con Rolling ampio o nel caso contrario, Rolling stretto. Seguirenno altri articoli dove parleremo degli altri movimenti che caratterizzano gli artificiali, identificando l’azione wobbling, floating, sinking, ecc… Ci vediamo in pesca!!!
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