Nello spinning, come in molte altre discipline, non è di certo un attrezzo tecnologico come il mulinello che fa la differenza ma sicuramente esso rappresenta la struttura portante su cui si basa la tecnica, il mezzo che ti permette di stabilire ed all’occorrenza sopperire i limiti della canna utilizzata!
Il mulinello adoperato nello spinning deve necessariamente avere doti di notevole resistenza all’usura, allo sforzo a cui si sottoppone l’attrezzatura durante i numerosissimi recuperi, e frizione adatta a combattere contro i numerosi predatori a cui diamo la caccia.
Lo spinning moderno inoltre viene praticato con attrezzature il cui scopo è il più delle volte quello di esaltare la tecnica individuale migliorando la possibilità per l’angler di lanciare lontano, sentire e manovrare l’artificiale, avere contatto diretto con la preda che stiamo cercando di salpare.
Conseguenza diretta di questa tendenza è l’utilizzo dei fili trecciati che, usati al posto del vecchio nylon, garantiscono tutto questo ma al contempo generano un inconveniente che può risolvere solo il mulinello.
I diametri sottilissimi e la quasi totale anaelasticità di questi fili favoriscono il formarsi delle odiattissime parrucche che non di rado fanno perdere minuti preziosi di pesca...e la pazienza! Allora serve un mulinello che abbia anche un imbobinamento impeccabile, tale che il trecciato in uscita fluisca in modo lineare durante i lanci.

Attualmente esistono diverse case in grado di garantire le caratteristiche necessarie per lo spinning in mare, ma a che prezzo? Uno dei miei migliori acquisti per lo spinning in SW è di sicuro il Technium 4000FA della Shimano dotato di una componentistica a lunga durata, 3 cuscinetti A-RB anticorrosione + 1 a rulli, imbobinamento aero, pratica porta di lubrificazione ed ottima fluidità per un rapporto di recupero di 4.7/1.
Difetti....beh ne ha qualcuno, presente però anche nei fratelli maggiori di ben altro prezzo come il Twin Power! Chiusura dell’ archetto accidentale e corrosione della bobina composta da due materiali metallici differenti grazie al così detto effetto pila!

Il motivo per cui si formano queste correnti galvaniche corrosive dipende dalla presenza di due metalli a contatto con diverso potenziale ed immersi in una soluzione salina. I due metalli, avendo potenziali diversi (l'alluminio ha potenziale più basso del titanio) e messi a contatto dal trecciato intriso d’acqua di mare, generano uno scambio ionico con conseguente formazioni di buchi. Molti anglers usano mettere una base di nylon sotto il trecciato, ma pare sia solo un paliativo in grado di allungare di poco la vita della bobina!
La Shimano però non ci abbandona e qualora si verificasse il problema ci sostituisce la bobina danneggiata! Altra soluzione sarebbe quella di usare la bobina di ricambio in dotazione (di solo alluminio!) con il trecciato conservando quella bimetallica per altri utilizzi.
L’inconveniente dell’archetto è invece semplice da risolvere dato che, prima di effettuare il lancio, basta far girare il rotore ad archetto aperto fino a fine corsa.
Insomma, apparte i due piccoli problemi, il mulinello in questione possiede tutte le qualità che dovrebbe avere un attrezzo per lo spinning medio nel Mediterraneo... non ultima una notevole potenza in grado di aiutare l’angler e la sua canna a stancare il più testardo dei serra.