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Spinning Club Italia, condivisione e salvaguardia
Lunedì 22 Agosto 2011 07:02

logo spinning club italiaDalle parole ai fatti, dalla voglia di condividere le esperienze al desiderio di conservare e difendere il patrimonio ittico e naturalistico del nostro paese.

Tutto questo ed anche di più, sempre sotto il segno della pesca a spinning viene racchiuso in un progetto che da oltre 30 anni si identifica nel nome dello SCI, lo Spinning Club Italia.
Dopo uno scambio di opinioni con l’attuale presidente, Mario Narducci, andiamo a realizzare un piccolo articolo per capire quali sono state le evoluzioni che ha portato questo Club ad essere il più importante in Italia, scopriamo quali sono i nomi che hanno contribuito alla sua crescita e quali sono i progetti per il futuro. Una piccola importante parentesi che merita attenzione e rispetto per salvaguardare il futuro della pesca sportiva/ricreativa, con le esche artificiali, in Italia.

manifesto convegno pescatore sentinella ambientale

Trent’anni non sono pochi nella vita di una associazione di qualsiasi genere. Nondimeno questo è il lasso di tempo ormai trascorso da quando lo Spinning Club Italia (SCI) nasceva nel 1980 dall’intuizione di Roberto Cazzola condivisa da un pugno di amici parimenti appassionati alle sorti dello spinning nazionale. Si trattava allora di contribuire alla crescita di una tecnica ancora tutto sommato “giovane”, che cercava di svilupparsi in un contesto in fondo sfavorevole dove poteva addirittura essere difficile reperire attrezzature e artificiali adatti al corretto affronto di aspetti specialistici, primo fra tutti quello che poi si sarebbe chiamato bassfishing.

Molto si era poi fatto sotto la successiva Presidenza di Renzo Della Valle quando lo SCI si era affacciato nel panorama nazionale attraverso la storica rivista “Spinning”, la prima dedicata in maniera esclusiva a tale tecnica, dove Della Valle accanto alla sua era riuscito a raccogliere firme importanti come quella di Luciano Cerchi, Federico Ielli, Riccardo Bocchino e tanti altri accomunati dall’intento di contribuire alla crescita e maturazione dello spinning nazionale.

Risalgono fra l’altro a questo periodo le prime manifestazioni di pesca dalla barca al persico trota organizzate in Italia proprio dallo SCI, dal cui sviluppo per l’azione di altri club dedicati al bass sarebbero originati gli odierni “tournament”. Silvio Smania è stato in seguito il Presidente della crescita del Club, divenuto sotto la sua conduzione davvero nazionale -come del resto era stato immaginato fin dal principio- con decine di sezioni provinciali sparse nell’intera penisola e molteplici attività che abbracciando la totalità dello spinning rappresentano ancora oggi l’alveo delle iniziative realizzate del Club. Queste possono essere ricondotte ai due fini statutari dello SCI, speculari come i due lati della stessa medaglia: diffusione dello spinning e tutela dell’ambiente acquatico.

ecosistemi

Se infatti nel corso degli ultimi decenni la disponibilità di attrezzature specifiche e le conoscenze tecniche si sono ampliate e affinate a dismisura, allo stesso modo ma in negativo abbiamo assistito al degrado progressivo e continuo di moltissime acque con la conseguente drammatica riduzione e/o peggioramento del popolamento ittico nazionale.

Oggi perciò non riteniamo possibile una seria attività divulgativa che non si coniughi con un concreto impegno affinché l’elemento necessario alla sua sussistenza –la presenza dei pesci che a sua volta presuppone l’integrità degli ambienti- sia del pari perseguita. Si precisa in tal modo l’ambito delle iniziative poste in essere dallo SCI attraverso le sue realtà locali sostenute dal coordinamento nazionale.

Accanto alla normale vita associativa fatta di riunioni periodiche, uscite informali di pesca di gruppo e partecipazione qualificata a gare e manifestazioni, troviamo infatti lo sviluppo di corsi di pesca a spinning rivolti ai neofiti, le collaborazioni con le scuole per diffondere fra i giovani la conoscenza del mondo delle acque, la realizzazione di raduni di pesca nazionali mirati a sottolineare il valore sportivo e biologico dei pesci predatori (classici quelli alla cheppia e al luccio). Non ultimo, la scelta di strutturare su dimensione provinciale le sezioni SCI facilita il rapporto con le istituzioni, essendo stata –come noto- devoluta alle Province la competenza della gestione della pesca.

Viene perciò facilitato lo sviluppo collaborativo di progetti di tutela di pesci e ambienti che tramite una specifica opera di volontariato può rendere realizzabili interventi molto superiori a quanto altrimenti possibile. Ne sono esempi il “Progetto Marmorata” posto in essere nell’Adda sub lacuale e i molteplici progetti a favore del luccio (Arezzo, Forlì, Lodi, Ravenna e altri in via di realizzazione), tutti incentrati sull’obiettivo dichiarato di tutelare in primo luogo le popolazioni autoctone di salmonidi ed esocidi, viste come specie “ombrello”, tali cioè da presupporre per la loro la piena salvaguardia quella dell’intero habitat in cui si collocano. Infine non possiamo dimenticare l’opera di diffusione di conoscenze relative agli ecosistemi acquatici e al loro approccio conservativo.

raccolta uova di marmorata in asciutta

Ne sono segno il sostegno alla pratica del rilascio del pescato ad esempio attraverso l’introduzione nell’intera Regione Veneto di apposite zone no kill a predatori e temolo e i convegni realizzati in collaborazione con università, associazioni ambientaliste come il WWF e la stessa Fipsas, fra cui ricordiamo in sintesi i convegni: 2006 sull’ “Indice Ittico”, 2007 sul “Deflusso Minimo Vitale dei fiumi”, 2008 sul ruolo del “Pescatore sentinella Ambientale”, 2009 “Ecosistemi acquatici verso una gestione sostenibile”.

Lasciando ogni ulteriore approfondimento al sito www.spinningclubitalia.it o al forum http://spinningclubitalia.forumfree.it, riteniamo che essere passati indenni attraverso i mutamenti, le evoluzioni e talora –purtroppo- le involuzioni della pesca nazionale di un trentennio, significa a nostro avviso essere riusciti ad ancorarci a valori veri e diffusi, valori che invitiamo ogni lanciatore a condividere con noi, per difendere insieme quell’esperienza allo stesso tempo personale e collettiva che riassumiamo nella parola SPINNING.

Un grande saluto al Sig. Mario Narducci che saluto e ringrazio per la sua cortesia, da tutti gli utenti di PLANETSPIN, restando nella piena disponibilità per una forma di collaborazione con questo importante progetto.

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