Pesca a spinning al black bass
Mercoledì 07 Gennaio 2009

La fine della primavera sancisce l’inizio della stagione della pesca al Black bass, anche se i veri patiti di tale tecnica non vanno mai in letargo, tranne nel mese in cui questo pesce va in frega, usando tecniche che non tratteremo in questo caso, poiché questo vuole essere un aiuto a chi comincia o comunque pratica saltuariamente questa affascinante tecnica dello spinning.
Parlare di pesca al bass non è semplicissimo, data la mole di materiali che troviamo in commercio e date le tecniche che ruotano intorno a questo pesca. Cercherò di essere il più chiaro possibile, trattando dei sistemi di pesca più “facili” con cui potremmo insidiare i bass e divertirci, e chissà una volta impratichitici, entrare ancor di più nello specifico.
Bene, dopo questa doverosa premessa andiamo ad analizzare le esche più diffuse per questa pesca, parlando anche di canne e mulinelli, fili, ami e quant’altro ci possa permettere di praticare con successo le nostre prime battute di pesca.
Innanzitutto parliamo di ambiente in cui questo predatore abita, e cioè le acque ferme di laghi, canali e stagni.
E’ un pesce di tana, potremmo così definirlo, cioè che ama la protezione di ostacoli sommersi, soprattutto nel sottoriva, non disdegnando spesso anche portarsi al largo, magari sotto alberi sommersi, pietraie e algai.
Bene, detto questo parto col darvi un’idea di una canna tipo, con cui potremo coprire le esigenze di una pesca a piede asciutto.
Una buona 2.40 m o 2.70 m, da spinning con una potenza di 10-25, 10-30 è il compromesso ideale per iniziare. Certo il meglio sarebbe usare canne monopezzo di lunghezza compresa fra i 1,95-2,10 m, poiché con la monopezzo possiamo sentire meglio anche le tocche più delicate e, soprattutto pescando con la gomma, ferrare con più sicurezza.
Altra tecnica affascinante è il casting. In questo caso possiamo orientarci sia sul mercato americano che su quello giapponese, con una canna all’incirca intorno ai 6’6” che abbia una potenza di ¼-3/4 d’oncia.
Come mulinello posso consigliarvi un buon 2500, e per quanto riguarda il casting all’incirca un mulinello rotante della misura compresa tra il 103.Se vogliamo possiamo usare il trecciato, in questo caso ottimo è un 15 lbs, a cui però fare un terminale di circa un metro di fluorocarbon di diametro all’incirca di 16 lbs.
Se usiamo il nylon, un 14 lbs è un ottimo compromesso tra tenuta e dimensioni.
E ora passiamo ad analizzare le esche.
Quando si parla di bass vengono in mente due tipi di esche: quelle siliconiche e gli spinnerbait.
Partiamo con le siliconiche, che sono quelle che ci permetteranno una maggior numero di catture. Una su tutte è quella che preferisco, il Senko prodotto dalla Gary Yamamoto.
E’ un soft stick bait, con una mescola molto morbida ma allo stesso tempo abbastanza pesante, che ci permetterà anche di usarlo spiombato.
Come misure ottime sono il 4” e il 5”, nei colori: Pumpkinseed, Watermelon, Orange, Black with flakes, White Pearl e Black no flakes.
Si innescano Texas Rig, cioè con l’amo apposito la cui punta è infilata nella gomma stessa, per avere così un ottimo effetto antialga e poter pescare con successo anche nelle zone di sporco. Una volta lanciato lo muoveremo con degli scarti laterali sfruttando la punta della canna.
Altra categoria sono i Grubs e i Worms, cioè quegli artificiali gommosi provvisti di coda lunga e corpo più cicciotto, i primi, e con corpo più lungo e slanciato e coda più piccola, i secondi.
Come misure possiamo partire con un 3” per pescare fine, cioè quando i pesci sembrano apatici, e arrivare a 6”, per selezionare la taglia delle nostre catture. Colori sempre i soliti detti per i Senko, ma possiamo anche aggiungere un bel Bianco, Chartreuse, Rosso e Viola, oppure i bicolori, cioè corpo nero e coda rossa, corpo nero e coda gialla o blu.
Come marche potrei consigliarvi sempre i soliti Yamamoto, ma anche Zoom e Berkley in catalogo hanno ottimi prodotti.
Come inneschi, oltre al classico Texas Rig, possiamo anche innescarle su testine piombate di misura adeguata all’esca che intendiamo utilizzare.
Diversamente dai Soft Stick Bait, queste due tipologie di esca, vanno recuperate a canna alta, sempre lavorando di cimino, ma in modo che l’attrattività sia data dalle ondulazioni della loro coda.
vermoni black bass


Bene direi che con un piccolo campionario di queste esche siliconiche possiamo passare ad analizzare altre tipologie, a cominciare dai Crankbait.
Il crankbait è un minnow di forma più cicciotta, provvista di lunga paletta, che lo fa nuotare in profondità. Molto efficace in presenza di pietraie o in quelle zone di pulito, dove i bass sostano in buche profonde.
Come colori cerchiamo di avere una piccola selezione di colorazioni naturali, e altre più accese. Ottima è anche la colorazione Craw, cioè gambero, che imita il crostaceo, preda molto gradita al centrarchide.
Questi artificiali vanno recuperati dando colpetti di canna, in modo che emettano molte vibrazioni (al loro interno infatti sono presenti piccole sferette metalliche) ed attirino quindi il pesce.

Alla categoria successiva appartengono le Wire Baits, cioè spinnerbait e buzzbait.
Mentre i secondi sono da utilizzare prevalentemente a galla, i primi si possono utilizzare in tutti gli strati d’acqua, e hanno la particolarità di essere anti-alga, quindi il loro spettro d’azione saranno soprattutto i bordi delle ramaie e i canneti.
Solitamente la domanda principale che ci si pone vedendo uno spinnerbait per la prima volta è: cosa rappresenta ???
Semplicemente un branchetto di pesci foraggio, per via delle due palette.
Diciamo che come colori, possiamo optare per un sempre valido Chartreuse, Bianco, Rosso, Fire Tiger, Viola e colorazioni più naturali.
Vanno recuperati sia dandogli piccoli colpi di canna, che a Slow Rolling e con recupero continuo, che a saliscendi.
La loro resa migliore sono le giornate molto ventose.
spinnerbait

E veniamo ora alla categoria di esche sicuramente più spettacolari, per quanto riguarda le mangiate, e cioè la famiglia delle esche Top Water.
Popper, Propeller, Walking The Dog e Buzzbait saranno i nostri fidi compagni per la pesca a galla. Dividiamo subito i Popper e i Walking The Dog, dagli altri due, per il solo fatto che hanno recuperi differenti. Bene parliamo di popper.
Tutti voi avrete visto almeno una volta questa specie di sigaro con una bocca incavata, ebbene il nome dell’esca deriva proprio da questa incavatura, che durante il recupero produce una sorta di Pop-pop sull’acqua. Misure buone vanno dai 4 ai 6 cm, con colorazioni naturali, ottima è quella che imita una ranocchietta, e altre di fantasia (senza eccedere nell’originalità però).
popper

Quando vanno usati i popper? Beh chiaramente quando l’attività del pesce è a galla.
Già però se il pesce sta cacciando a galla a metà giornata, il popper potrebbe spaventarlo, e allora ricorriamo ai WTD.
Stesse misure e colorazioni descritte per il popper, ma veniamo al movimento.
Una volta lanciato il popper, attendiamo circa 10 secondi che i cerchietti sull’acqua siano spariti, e recuperiamolo dando dei colpi con la punta della canna in modo che emetta spruzzi.
Dopo ogni colpetto lasciamolo fermo un pochino, poiché è in questi fermi che il bass attacca, producendo un gorgo o un’abboccata molto spettacolare.
Ricordiamoci però di ferrare a vista, e quindi non diamo subito la ferrata, ma aspettiamo circa 3 secondi in modo da non sfilarglielo dalla bocca.
Orari di utilizzo, sicuramente l’alba e il tramonto in presenza di bollate evidenti.
Col WTD invece il recupero va effettuato con velocità moderata, alternando pause, e agendo sempre con la punta della canna in modo da far zigzagare l’esca sulla superficie.
Anche qui ferrare a vista e occhio a non cavarglielo dalla bocca. Propeller e Buzzbait invece nascondo la loro efficacia nelle eliche.
Vanno lanciati a ridosso di ostacoli, tipo canneti e erbai, e recuperati moderatamente veloce, in modo da far lavorare le eliche che possiedono.
Soprattutto negli erbai e nelle ninfee produrranno attacchi veramente spettacolari, con salti e capriole, che ci faranno sicuramente innamorare ancora di più di questo pesce, che è diventato un’icona nel mondo dello spinning.
black bass
Bene qui finisce la nostra chiacchierata sulle basi della pesca al Bass, se in futuro lo riterrete interessante, potremmo parlare anche di tecniche, attrezzature più specifiche e altri tipi di esche che ci permetteranno di catturare i Bass. Però diamo tempo al tempo, facciamo esperienza con ciò che abbiamo, crediamo sempre nella nostra esca, e vedrete che i risultati non tarderanno ad arrivare.
Un’ultima cosa prima di lasciarvi ve la vorrei dire: cerchiamo sempre di rispettare il nostro avversario, grande o piccolo che possa essere, per far sì che un domani possa riprodursi, crescere e magari diventare più furbo, per avere così ancora maggior soddisfazione nella sua pesca.
In bocca al bass!!!
 
 
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