su come evitare spiacevoli inconvenienti praticando questa tecnica. Tra le prede più ambite c’è sicuramente lui:
Scorpaena scrofa o scorfano rosso, nome assai familiare a tutti noi.
DISTRIBUZIONE E HABITATLo scorfano rosso è un pesce della famiglia degli Scorpaenidae. È diffuso nell'Oceano Atlantico orientale, dalle isole britanniche, al Marocco, nelle Canarie, nelle Azzorre e nel Mar Mediterraneo.
Vive su fondi duri, rocciosi, di solito ad una profondità superiore ai 20 m (fino ad oltre 200 m) anche se i giovani possono essere incontrati in acque più basse. Ha una predilezione per le secche scogliose che si elevano da un fondo fangoso.
DESCRIZIONEÈ riconoscibile da tutte le altre Scorpaena per le appendici carnose sul mento, nessun'altra specie le ha. C'è anche una appendice allargata sull'occhio. Per il resto è simile alle altre scorpene, con testa massiccia (forse in proporzione più grande che nei congeneri) spinosa e coperta di appendici cutanee.
Il colore è in genere rosso vivo ma può presentarsi anche rosa, bruno o giallo zolfo, variegato di scuro in vari modi e, in genere, con una macchia nera al centro della pinna dorsale. Raggiunge 50 cm di lunghezza.
ATTENZIONELe spine dei raggi della pinna dorsale e dell'opercolo branchiale sono collegate a ghiandole velenifere che rendono assai dolorosa la puntura, che può talvolta avere carattere di gravità e in alcuni rari casi può provocare perdita di coscienza, vertigini e ipotensione.
Per un primo soccorso in caso di puntura togliere eventuali spine, lavare e disinfettare la parte traumatizzata, immergere la zona colpita in acqua molto calda (anche salata) per due ore (almeno un'ora) poiché il veleno è termolabile cioè viene inattivato dal calore. Talvolta si avverte anche una certa perdita di sensibilità nella zona colpita. Il dolore in genere inizia a scemare dopo un’ora, ma può anche protrarsi per più tempo a seconda delle dimensioni dell’animale, della quantità di veleno iniettata e del soggetto colpito. Nel caso mal si tolleri il dolore può esser d’aiuto l’utilizzo di una pomata antistaminica.

E’ consigliato recarsi presso la guardia medica (solitamente nelle località balnerari c’è sempre un presidio nelle vicinanze), dove un dottore può prescrivere degli antidolorifici ed eventualmente un’iniezione antitetanica.
In definitiva credo sia superfluo sottolineare di prestare molta attenzione nel maneggiarli e nelle operazioni di slamatura. Utilizzare un panno spesso o dei guanti adatti e cercare di tenersi lontani dalle spine, per non trasformare la gioia della cattura in un brutto ricordo!
Per le foto si ringraziano Orsa Francesco e Querio Andrea
Fonte notizie: WikipediaGiacomo “xlion85x” per PLANETSPINPuoi commentare l'articolo sul forum di planetspin
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