e le ultime foglie, silenziose e discrete, nell’indifferenza dei passanti si lasciano cadere al suolo, abbandonano gli alberi dai quali sono nate per completare il ciclo della vita. L’inverno, ormai imminente porta con sé i rigori del gelo, le piogge battenti, il vento teso e tagliente, le mareggiate; ha inizio il regno incontrastato di Sua Maestà la Spigola.
Numerosi appassionati di pesca ricreativa si dedicano alla ricerca di questo meraviglioso predatore, le tecniche per tentarne la cattura sono diverse, ma la nostra attenzione è rivolta alla pesca con esche artificiali; lo spinning.
GLI AMBIENTIGli ambienti, che possono essere dimora di colei che più di ogni altra incarna i mostri sogni, sono frequentati attivamente da impavidi e temerari pescatori che sfidano le condizioni meteo più avverse, alla ricerca di quell’emozione intensa che solo il suo incontro sa regalare. Per anni la Spigola è stata l’unica vera preda dello spinning marino, senza di lei forse oggi non si parlerebbe di quest’avvincente disciplina.

Per i pionieri di questa tecnica, la Regina conserva sempre un indiscutibile fascino, per nulla scalfito dall’arrivo dei “nuovi” predatori. Insidiare la Spigola con regolarità però non è cosi semplice. Impegnativa la sua ricerca, spesso infruttuosa e frustrante; il suo carattere sospettoso ed elusivo, richiede uno spiccato senso dell’acqua. Saper leggere il mare e interpretare i segnali che ci giungono dal meteo, sono condizioni necessarie per affrontare una battuta di pesca a questo predatore. Frequentatrice di tutti gli ambienti marini, la Spigola è l’unico predatore di taglia attivo tutto l’anno lungo le nostre coste.
Possiamo tentarne la cattura nelle grasse e torbide acque dei grandi porti commerciali, dove la tranquillità, la ricchezza di nutrimento e la presenza di sbocchi di acque reflue, offrono riparo a molteplici specie, tra le quali, grandi insediamenti stanziali di muggini e latterini, prede solite della Spigola. Nei porticcioli turistici, dove spesso e volentieri trovano approdo piccole imbarcazioni di pescatori professionisti, che svolgono una costante azione di brumeggio durante le comuni operazioni di pulizia delle reti. Lungo maestose spiagge oppure in piccole calette, dove il fondale sabbioso, apparentemente sterile, si trasforma in un incredibile fonte di ricchezza alimentare, sotto l’azione erosiva delle mareggiate. Nei pressi di foci, dove la Spigola risale la corrente anche per diverse centinaia di metri, al seguito di colonie di muggini attratti dalla grande quantità di nutrimento trasportato delle acque fluviali. In prossimità di scogliere basse, trovando riparo tra le rocce per tendere i suoi agguati. Nell’immaginario collettivo si tendenzialmente si attribuisce alla Spigola l’appellativo di pesce invernale, anche se la realtà dei fatti dimostra un’attività costante da ottobre a maggio, con una lieve flessione nei mesi estivi.
Predatore formidabile, predilige condizioni marine di elevata turbolenza, schiuma e acqua torbida, requisiti che solitamente si verificano in corrispondenza di mareggiate, certamente più frequenti nel periodo invernale. Inoltre la quasi totale assenza di competizione alimentare da parte di tutti gli altri predatori, che mal tollerano le acque gelide, fanno della Spigola la dominatrice dell’inverno.
Per comprendere meglio dove e come cercare la nostra Regina, entriamo nei particolari di spot e condizioni meteo marine.
SPIGOLA & SCHIUMALa Spigola tende i suoi agguati in acque basse, contraddistinte da fondali misti e irregolari; capace di sferrare attacchi anche in un palmo d’acqua, ricerca nel suo ambiente, elementi che possano nascondere la sua presenza a tutte le potenziali prede. Fondali misti di sabbia, roccia, posidonia, buche, canaloni e discontinuità accentuate, queste sono le principali caratteristiche degli ambienti frequentati dalla Spigola.
Schiuma, torbidità, barometro in discesa, mareggiate e scadute, sono le condizioni da ricercare per aumentare in maniera considerevole le possibilità di cattura. Inoltre, i cambi di luce in corrispondenza di alba e tramonto, l’oscurità della notte, le ore che precedono e seguono all’acme di alta marea e le fasi lunari che vanno da mezza luna calante a mezza luna crescente, danno un’ulteriore spinta in avanti verso il coronamento di un sogno. La Spigola è capace di cacciare in condizioni di visibilità ridotte a zero, rilevando la presenza della preda grazie a un complesso sistema fatto di sensi finissimi e una fitta rete di neurotrasmettitori collegati alla linea laterale, la quale le consente di localizzare con grande precisione la posizione della sua preda.
SPIGOLA IN FOCE Un discorso a parte va fatto per le acque portuali e per le foci dei fiumi, dove la presenza e l’attività della Spigola non sono legate al fenomeno mareggiata; in entrambi gli ambienti, difficilmente si riscontrano condizioni di acqua chiara, inoltre c’è una costante attività alimentare, microrganismi, invertebrati, avannotti, crostacei, banchi di pesce foraggio, animano costantemente questi spot; tutto questo esercita un forte richiamo per il predatore, che può approfittare del banchetto senza particolari sforzi. Tentare la cattura in condizioni diverse da quelle sopradescritte rende tutto più difficile; si riducono moltissimo le possibilità di fare centro con acqua chiare e mare calmo, bisogna affinare e curare ulteriormente i dettagli; l’avvicinamento al luogo di pesca deve essere il più discreto e silenzioso possibile, individuando un ostacolo che possa nasconderci alla vista del predatore, capace di scorgere la sagoma del pescatore, in caso contrario cerchiamo di mantenerci bassi per evitare di renderci troppo visibili e allarmare le nostre potenziali prede, ricordiamoci inoltre di ridurre nel limite del possibile il diametro dei fili.
LE ESCHE ADATTELunatica e disarmante, la Spigola attacca in pratica qualsiasi tipologia di esca; non lasciamoci ingannare però, non è tutt’oro ciò che luccica. Sapere quale esca susciterà l’interesse del predatore è pressoché impossibile. Forma, colore e dimensione sono tutte variabili che spesso e volentieri, ci costringono a far girare le nostre esche nella frustrante ricerca, di quella che saprà ingannare la nostra avversaria. Tendenzialmente onnivora, la Spigola predilige l’attività predatoria ai danni di piccoli pesci, crostacei e invertebrati. Esche con colorazioni naturali in condizioni di acqua chiara e mare calmo possono regalarci la cattura, ma non bisogna limitarsi, colori naturali ma non solo; la Spigola si è dimostrata sensibile anche a colori sgargianti; il bianco, il giallo, l’arancio, il rosso e il blu si sono rivelati ottimi alleati del pescatore.
Eccellenti risultati sono stati ottenuti con wtd e popper da spiagge e piane rocciose quando le condizioni del mare lo permettono, magari nelle ultimissime fasi di una scaduta, o con mare calmo in corrispondenza dei cambi di luce, facendo transitare le nostre esche in prossimità di buche o scogli affioranti; con cucchiaini ondulanti, magari dressati oppure arricchiti con guizzanti codine siliconiche, recuperati nella schiuma, in prossimità della corrente di uno sbocco fluviale, a galla su bassi fondali rocciosi; minnow, jerk e jig anche di generose dimensioni e colori sgargianti con mare mosso e scarsa visibilità, cercando di simulare un pescetto in difficoltà tra le onde; esche siliconiche, piccoli jig e pesciolini snodati e un approccio finesse in caso di mare calmo. In prossimità di dighe foranee oppure all’interno dei porti, la Spigola preferisce mantenersi nei pressi del fondo, qui la sua tendenza alla ricerca di cibo sul fondo è più marcata, conseguenza della continua pasturazione svolta dai pescatori professionisti durante la pulizia delle reti; scegliamo quindi esche che ci consentano di scendere in profondità e di stazionare in prossimità del fondo; crankbait, jig e siliconi possono regalarci l’emozione della cattura.

Ricordiamo inoltre che, se la Spigola è in zona ed è attiva non si lascerà pregare troppo, attaccando con decisione le nostre esche; inutile insistere sempre nello stesso punto con decine e decine di lanci, se non ci sono segnali di attività, è meglio muoversi alla ricerca di punti interessanti dove rivolgere le nostre attenzioni. L’attacco della Spigola è particolarmente violento, si fionda sulla preda con incredibile energia; non amando lunghi inseguimenti, scatta da distanza ravvicinata, scaricando come una molla tutta la sua potenza sulla preda, peccato che, salvo in casi particolari, la reazione dopo la cattura non è mai esasperata.
UN' ATTREZZATURA ADEGUATA Incapace di prodigarsi in fughe da cardiopalma tipiche dei carangidi, oppure salti rocamboleschi e capriole in stile serra, la Spigola si limita a una difesa pressoché passiva sfruttando la corrente, intervallata da qualche breve fuga verso il fondo e qualche testata, ovviamente il discorso si fa più interessante se decidiamo di affrontare la Spigola con attrezzature light, in questo caso, esemplari di taglia possono dare filo da torcere, in questo caso il divertimento è assicurato.
Considerando che la bocca della Spigola è composta da sottili cartilagini, l’impiego di canne troppo rigide e rapide poco si addice alla pesca della Regina, scegliamo quindi un attrezzo capace di assecondare dolcemente le testate del predatore. In conclusione ricordiamoci sempre, e prima di tutto, di rispettare il predatore che abbiamo di fronte, e l’ambiente nel quale l’andiamo a cercare; la Spigola in questo periodo si prepara per la frega che avviene nell’ultima fase dell’inverno, tra gennaio e marzo; è auspicabile la pratica del catch & release nei confronti dei grandi riproduttori e di tutti quei pesci sotto misura che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale.
UN CONSIGLIO Un prelievo consapevole e sostenibile è la sola strada verso il futuro, la distruzione delle risorse che la natura ci offre denota una totale assenza di buon senso e lungimiranza. Per continuare a praticare questa disciplina nel tempo, la parola d’ordine è preservare, quindi dopo la classica foto di rito, rilasciamo con cura la nostra preda, la natura ci ringrazierà.
Ciro Aprea PRO STAFF PLANETSPIN (x l'amico GG)Puoi commentare l'articolo sul forum di planetspin
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