Offerte e novità Maddaluno Mare

Barracuda partenopei
Martedì 26 Gennaio 2010 08:50
barracuda partenopeiLa prima volta che ho sentito parlare della pesca al barracuda non praticavo ancora la tecnica della pesca a spinning in mare.
Ascoltando avvincenti racconti di pesca da parte di amici che già praticavano da diverso tempo questa tecnica di pesca subito in me si è accesa la curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo, qualcosa di mai provato fino a quel momento.
Entrare nel mondo dello spinning non è semplice, soprattutto se si proviene dalla canna da riva, dove bene o male qualcosa si prende sempre.
Anche lo “spinner” più esperto sa che questa tecnica contempla il costante ed inevitabile accumulo di insuccessi ed è proprio per questo motivo che questa tecnica viene vista da molti come una perdita di tempo e molti abbandonano ancor prima di capire fino in fondo qual'è lo spirito della pesca a spinning.
La pesca a spinning in mare da terra ha gradualmente preso piede nel mondo della pesca sportiva anche in conseguenza dell'effetto tropicalizzazione del mediterraneo, per il quale abbiamo assistito all’arrivo di pesci che solitamente affollavano le zone più calde dei nostri mari. La possibilità, dunque, di incontrare predatori importanti che solitamente erano insidiabili solo da chi aveva la fortuna di possedere una barca, ha contribuito alla diffusione di tale tecnica.

barracuda partenopei


In questo articolo parleremo della pesca a spinning al barracuda mediterraneo il cui nome scientifico è Sphiraena Viridens ed è facile confonderlo con il più conoscito “luccio di mare” (Sphiraena Sphiraena). Da questo si distingue oltre per le dimensioni, in genere maggiori, soprattutto per la presenza delle bande nere parallele e verticali presenti sul dorso per tutta la sua lunghezza.
Il barracuda mediterraneo appartiene alla stessa famiglia del barracuda tropicale che raggiunge però dimensioni molto maggiori (oltrepassa i due metri) e gode della pessima fama di specie pericolosa per l’uomo (sono stati riportati casi di attacchi dei barracuda di grande taglia ai danni di pescatori subacquei). La specie presente nel mediterraneo, pur mantenendo le caratteristiche aggressive del predatore, raramente supera il metro di lunghezza e non si è fatto una così brutta fama. Il peso dei pesci che si incontrano più di frequente è da un chilo fino ai 6-7 chili. Il barracuda è un pesce pelagico che vive però in prossimità della costa. Predilige le zone rocciose caratterizzate da fondali profondi e buone correnti dove nuota in fitti banchi negli strati più superficiali dell’acqua. La pescasportiva a questo pesce viene praticata sia da terra che con l’uso di un’imbarcazione. E’ preda ambita sia per le dimensioni di tutto rispetto sia perché le sue carni bianche si fanno apprezzare sotto l'aspetto culinario. E’ oggetto di ricerca specifica da parte dei pescatori a spinning che lo insidiano nella schiuma intorno agli scogli affioranti e dalle scogliere durante le scadute delle mareggiate ma ci sono buone possibilità di cattura anche a mare calmo. I momenti in cui è maggiore la sua attività predatoria sono l’alba ed il tramonto.
Una delle ultime uscite di pesca che mi ha regalato l'emozione di avere un barracuda in canna è stata effettuata nel dicembre 2009.

barracuda partenopei


Insieme ad altri amici mi sono recato su una scogliera naturale della costiera sorrentina, un posto davvero magnifico che rappresenta una perla delle nostre coste.
Arriviamo sullo spot verso le ore 4.00 am, montiamo l'attrezzatura, ci attrezziamo con le lampade frontali e scambiando due chiacchiere arriviamo sullo spot.
Il mare era leggermente mosso e le onde che si infrangevano sulla scogliera offrivano delle schiumate dove tentare qualche lancio. Montiamo diversi tipi di artificiali e proviamo diversi tipi di recupero ma nulla, non accade niente.
Sappiamo che il barracuda è insidiabile per lo più con esche di dimensioni generose con un recupero regolare e costante nella schiuma, mentre con acque più calme risulta più catturante un recupero con variazioni di velocità e direzione.
Le condizioni ci sono tutte quindi non ci scoraggiamo e ci spostiamo lungo la scogliera, perchè nella pesca a spinning spostarsi di continuo è un elemento essenziale.
Arrivati sulla parte più esterna della scogliera sentiamo che quello è il posto giusto, i lanci si susseguono e le chiacchiere pure fino a quando qualcosa si muove.
Sento un colpo deciso sull'artificiale, quindi ferro, la frizione tarata più o meno sul chilo comincia a dare filo alla preda, chiudo leggermente la frizione ed inizio il combattimento.
Il pesce non pare opporre una forte resistenza, ma cerca di guadagnare il largo con continui scossoni e fughe laterali. Dopo qualche giro di manovella vedo sull'acqua il predatore, è lui, il barracuda. Uno splendido esemplare di modeste dimensioni che rifrange con la sua livrea la luce della luna in un modo spettacolare.
Il combattimento non dura tanto ma è molto emozionante e dopo poco il barracuda viene salpato.


barracuda partenopei


barracuda partenopei


 


L'adrenalina sale, i miei compagni di pesca sono emozionati quanto me, è ancora buio e qualcosa comincia a farsi vedere, sappiamo che essendo il barracuda un pesce gregario (solo gli esemplari veramente grandi sono solitari) sono possibili attacchi multipli nel giro di pochi minuti quindi i lanci diventano sempre più frenetici.
Dopo poco aggancio un altro barracuda che si slama dopo qualche giro di manovella.
Questo inconveniente non è inusuale dal momento che la bocca ed il palato del barracuda hanno una consistenza molto dura quindi nella prima fase del combattimento può capitare che l'ancoretta non penetri bene, ma se l'ancoretta penetra a fondo è quasi impossibile che si slami accidentalmente. Intanto cominciano a vedersi le prime luci dell'alba ed il mare offre uno spettacolo davvero entusiasmante, dinanzi a tale spettacolo i lanci continuano ma l'attività sembra essersi fermata.
Il barracuda è un predatore tipicamente superficiale, ma sapendo che diverse catture sono state effettuate con l'utilizzo di jig si decide di provare con un Jugulo della Molix per sondare strati più profondi. Dopo aver effettuato diversi lanci in varie direzioni la cattura non tarda ad arrivare. La cattura non l'ho fatta io ma uno dei miei compagni di pesca ma poco importa; la condivisione di una emozione è un qualcosa di indescrivibile sentivo una adrenalina salire quasi come se la cattura l'avessi fatta io.

barracuda partenopei


Sorto il sole l'attività del barracuda sembra essere definitivamente cessata, non vediamo più cacciate sull'acqua nonostante a largo si intravede qualcosa. Ci riteniamo più che soddisfatti delle catture effettuate e quindi decidiamo di concludere la battuta di pesca in quello spot per spostarci in un altro spot per insidiare questa volta la spigola, ma questa è un altra storia.....
In conclusione è bene ricordare che il rispetto per questo predatore, e del mare in generale, per un pescatore che si rispetti deve essere una priorità rispetto alle catture.


barracuda partenopei


In condizioni ottimali, considerata l'aggressività e la gregarietà del barracuda, è possibile fare vere e proprie stragi di questi pesci quindi la cattura di due o tre esemplari di modeste dimensioni può essere sufficiente e ritenesi soddisfatti.
Per chi invece volesse praticare il "Catch&Release", raccomando sicuramente l'uso di ami singoli, considerata la difficoltà di slamare le ancorette dalla bocca di questo predatore.

V. Carotenuto

Puoi commentare l'articolo sul forum di planetspin qui
 

Aggiungi commento


OFFERTE EBAY di MD-SPIN

 
< Gennaio 2010 >
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 27 28 29 30 31
Banner

Banner
Banner
Banner
Banner