Era un bel torrente di montagna,con buona portata e correnti veloci. Quella volta non avevo tempo per pescare e mi accontentai di osservarlo dalla strada. Quando potei ritornare in estate,il torrente non era più il grosso fiume che avevo visto in pieno disgelo: nel letto stretto,scorreva pochissima acqua trasparente che sembrava scomparire fra i massi e formava profonde buche,la corrente era quasi inesistente.

Le trote c'erano e potevo vederle sul fondo immobili e vicine alle cascatelle che portavano il cibo a portata di bocca. Iniziai a pescare e,durante i primi tentativi vidi la grossa trota che non stava sotto la cascatella, ma si manteneva ai margini di una grande buca, dove il torrente si restringeva e saltava in un altra cascatella.

Stava a pelo d'acqua in quel punto, molto vicina a un masso che affiorava e pinneggiava in sospensione, attenta: se qualche insetto si posava a galla, la "regina"si spostava di pochi metri per catturarla ,proprio dove alcuni tronchi d'albero erano rimasti incastrati fra i sassi semisommersi.

Con la mia shimano catana da spinning 1.80, portata di lancio 3-15 gr ,mulinello shimano hyperloop 2500,con filo madre 0.18 attaccato direttamente al martin giallo n'4 senza usare moschettoni e ganci rapidi perchè la corrente era debole,cominciai a fare qualche lancio ma la trota non voleva saperne,mi nascondei dietro un grande sasso in modo che la trota non potesse vedere la mia ombra proiettata sul torrente.

Forse ,il problema risiedeva nei rotanti pur avendo cercato nella scatola degli artificiali i modelli più piccoli. Così decisi di cambiare esca e provai con il rapala cd 05 sinking ma con questo esito negativo Rimonto il rotante,rilancio e l'esca percorse un breve tratto e quando entrò nel campo visivo della trota ne provocò subito un veloce spostamento laterale,ma appena accennato.

Poi il pesce ritornò alla sua postazione. Scoraggiato,feci un altro lancio a pochi centimetri dai rami e la trota si mosse senza fretta,ma con estrema decisione. Risposi con una ferrata al momento giusto e dopo pochi minuti, sfinita era ai miei piedi!!Il tempo di ammirare la sua bellissima livrea fu subito in acqua. Dopo ciò iniziai a salire per le altre buche e fu un susseguirsi di catture. Che dire!!!!Una bellissima giornata all’insegna del divertimento. Il giorno dopo la sveglia suona di nuovo presto per avventurarmi in un’altra battuta di pesca!!! D’estate,infatti, conviene andare a pesca le prime ore del mattino o il tardi pomeriggio perché le trote rallentano drasticamente la loro attività, anche se ci troviamo su un torrente dove l’acqua è sufficientemente ossigenata.

Per quando riguarda gli artificiali,i minnow e i rotanti in primis, poi possiamo provare anche con ondulanti. Per chi sceglie i minnow è meglio versioni affondanti, perché mantengono meglio il fondale anche in piena corrente. Io preferisco il cd 05 della rapala e anche il salmon della salmo misura 3 massimo 6 colori naturali, invece per i rotanti meglio quelli che rispondono con immediatezza al recupero come per esempio martin original.

Per il recupero uso il tradizionale, con la vetta della canna proiettata lateralmente con un recupero lento e se capita di sentire una tocca e non faccio in tempo a ferrare smetto il recupero e faccio cadere il rotante sul fondo così la trota pensa di aver ferito la preda e così effettua un altro attacco più deciso. Un’altra cosa importante è restare in silenzio il più possibile perché per far scappare i pesci basta anche lanciare male e fare splash con l’esca………..NB: i pesci sono stati tutti rilasciati.

Un consiglio che vorrei dare a chi pratica il c&r conviene schiacciare gli ardiglioni o meglio ancora sostituire l’ancoretta con l’amo…
Un saluto da Bevacqua Fabrizio
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