Questo ci porta a cercare spesso, nuove emozioni nuove sfide verso noi stessi, qualcosa che ci fa sentire vivi dentro, una forza che ci fa sentire il bisogno di stare in pace con noi stessi, un equilibrio interiore con la natura.
Tutto ciò, molti di noi riescono a raggiungerlo grazie a questa disciplina, per molti è una droga, un bisogno costante, ogni singolo pescatore vede il suo essere angler in modi diversi ed io lo vedo così.

Non c’e condizione meteo che ci possa fermare, sentiamo dentro e abbiamo il bisogno di lanciare, una sfida con noi stessi, una tecnica dinamica. Per altri sembrerebbero sacrifici per noi un modo di vedere la vita.
Tante albe ci accompagnano, tanti tramonti, tante giornate a studiare e a cercare il momento giusto e comprenderne il perché. Cosa ci renderebbe felici per l’ennesima volta, non importa se fuori ci son zero gradi o trenta, noi sentiamo quel richiamo, non importa se domani piove se ci sarà un caldo torrido, o se nevica.
Lo stimolo dello spinning saltwater ci porta sempre alla ricerca di nuove emozioni, alla ricerca di posti nuovi, al gustarci la natura.

Lo spinning ci accompagna e ci ripaga in tutte le stagioni. Molte le specie insidiabili, ognuna la si incontra più frequentemente a seconda delle stagioni, delle condizioni meteo marine, delle esche e dei recuperi che adottiamo, insomma, lo spinning è ricerca, fantasia, inventiva che ci fa spaziare mentalmente.

Come sempre si studia la situazione meteo dal giorno prima e ci si alza presto di mattino, per tutta la notte un brivido ci scorre su tutta la schiena, il nostro corpo e la nostra mente si preparano per ciò che ci aspetterà l ‘indomani. A seconda del vento, delle nuvole, della marea, del mare, della pressione, ci rendiamo conto delle possibilità che avremo, condizionando l’esito della nostra uscita.
Passa la lunga notata, ci si sveglia prestissimo, ancora mancherà molto per far luce, si arriva sul punto prescelto e si assapora già il profumo della natura, la nostra mente si scollega dalla vita quotidiana e inizia un cammino tra i monti, accompagnato dai vari rumori dei cinghiali, delle lepri che scappano al nostro passare. Quando finalmente si arriva alla scogliera, già l’essere li in mezzo ci appaga, il rumore delle onde che infrangono si fa sempre più forte, ecco ci siamo.

La luce inizia a farci scorgere le prime schiumate buone , è lì che inizia la nostra ricerca, sappiamo che si può trovare di tutto dietro ogni lancio che facciamo.
Finalmente si arriva nel punto giusto, le regine hanno già deposto le uova e son belle che affamate, più nervose ed aggressive del solito. Eccoci qua, una cala riparata dal forte mare che ha flagellato costantemente la cruda e dura roccia lavica nei giorni scorsi.
L’infrangere dell’onda sulla punta della cala porta dentro di essa una schiuma continua che crea turbolenza. Al centro della cala si forma un canalone compatto, crea risacca sotto il gradino e lì ci deve essere per forza il predatore… ma dopo qualche lancio, nulla.

Bisogna cambiare strategia si prova con qualche esca e si cerca più a fondo, eccoci alla resa dei conti.
L’esca la si tiene ferma qualche secondo a lavorare appena prima del gradino… ed una botta arriva!!!
Tutto ci viene trasmesso in pochi secondi, l’adrenalina inizia ad entrare in circolo, le emozioni accentuano tutto, i profumi, le sensazioni, inizia il combattimento.

L’attrezzatura è abbastanza leggera, si gioca alla pari la regina si può slamare in ogni momento, sarà il caso ma in quel momento le onde arrivano più forti, sembra che tutto sia più difficile, lei sfrutta la corrente e cerca qualche ostacolo, vuole aver la meglio, quando ad un tratto si mostra a noi in tutta la sua bellezza, finalmente a galla, un bene ma anche un male, il momento più critico.
Il vuoto d’onda potrebbe farla slamare, ma eccola quasi tra le nostre mani, la si boga, la felicità è alle stelle il nostro benessere interiore non ha eguali, molti non potrebbero capire ciò che proviamo, la natura si fonde con noi, un momento cosi ha bisogno di rimanere sempre vivo con noi ed una foto la immortala.

La nostra soddisfazione è grande, qualcosa ci sussurra dentro e quegli occhi fanno tenerezza. Ci sentiamo completi solo quando, dopo averla presa dalla fresca pozza, la si accompagna in mare la si ossigena e le si rende la vita. Vederla mentre va via, ci lascia qualcosa dentro, un senso che ci sconvolge e ci appaga allo stesso tempo.
Le giornate continuano le stagioni cambiano, ma il colore i profumi del mare e dei paesaggi non cambia.
Inizia un’altra avventura, la natura si risveglia, la scaduta e la schiuma sui gradini ci fa pensare a chi si potrebbe nascondere li sotto, anche se spesso sappiamo già chi incontrare.

Più lontano si incontrano i grossi branchi di occhiate che tra la schiuma fanno l’apparizione a sole già alto, e attaccano con aggressività le nostre esche.
Ma eccolo lì il gradino che cercavo, la schiumata è la sua, si fa un lancio e si arriva li a cinque metri dal gradino, il recupero rallenta talmente tanto che l’artificiale affonda lentamente: eccolo è lui, arrivano i primi colpetti sull’esca, la fermo ed è una botta, una sfrizionatina e viene fuori con tutta la sua bella livrea uno dei tanti saraghi maggiori che è venuto a trovarci.

Le stagioni continuano il loro corso, il caldo riscalda l’aria e le mareggiate si fanno sempre più rare, il tramonto ci accompagnerà a mare piatto sempre tra le nostre amate scogliere, un popper entra in acqua nuota lentamente infrangendo la superficie che fa sembrare il mare come olio, un’esplosione muove l’acqua un salto e la frizione inizia a cantare. L’adrenalina prende il sopravento di nuovo nel nostro corpo, arrivato sotto si vede solo la testa, sapevamo già ciò che ci aspettava, ma tutto è sempre diverso.
Si vive per aspettare quella botta, eccolo li che aspetta di esser bogato, dalla testa sembra un vero coccodrillo, i denti aguzzi ci fanno pensare ciò di cui è capace. La sua silouette allungata mostra tutto il suo fascino e fa pensare che davanti a noi il divertimento sta per iniziare, un branco di barracuda sta perlustrando la punta in cui ci troviamo. Lo lasciamo riprendere il largo, ora tocca incontrare i suoi compagni.

Lo spinning ci porta a sfruttare tutte le stagioni e le condizioni meteo, molte volte si hanno degli incontri stagionali e spesso abitudinali come i tunnidi, che ci fanno ricordare perché andiamo a fare spinning a mare calmo nelle ore più calde della giornata e non solo tra la schiuma.
Qualche volta nei periodi caldi si hanno interessanti e divertenti incontri sia con l’ausilio di un gommone che da terra.
Molte volte si hanno incontri ancora più occasionali, come il re delle scogliere, tutto sembra normale, una solita spinnata in pace con noi stessi, la scaduta la rende padrona, un branco di barracuda ci viene a fare visita in una cala, quando qualcosa cambia, un barracuda insegue, ma ad un tratto scappa, un comportamento che non si riesce a spiegare quando un’ombra scura sale dal fondo, il cuore ci sale in gola, il nostro minnow si blocca per un secondo, la frizione inizia a rilasciare trecciato, la bobina non smette più di girare e la frizione di cantare. Molti sono i dubbi, ma poi punta il fondo mentre cerca di conquistare il mare aperto. Un gelo ci affligge, ma ad un certo punto si ferma, noi immaginiamo: “sta cercando una tana”, ma nemmeno il tempo di pensarlo che tutto ci viene in automatico. Riusciamo a sfruttare quella frazione di secondo di incertezza del pesce e lo si pompa, lo si riesce a staccare dal fondo, ma li inizia un’altra lotta.

Chi cerca di rimanere lucido da una parte e a chi tira di più dall’altra, il combattimento è spettacolare ciò che abbiamo sempre sognato, quando finalmente la bobina si riempie del trecciato ceduto, ed eccolo lo intravediamo tra la schiuma, pensiamo ormai è fatta, ci sentiamo in estasi, ma è li che lui riparte cerca il tutto per tutto per riprendere la libertà si butta sotto un gradino, d’istinto saltiamo su una roccia dove si è diretto lui, ahhhhhhhh!!! E’ fatta!!! Per questa volta è andata bene a noi, lo si tira su, un urlo di liberazione e di sfogo rimbomba per la scogliera ,ce l’abbiamo fatta. Un sogno coronato, il re ci ha incontrato e ci ha dato la gioia, ci ha fatto vivere una sensazione unica, tutto ora ci sembra più bello: le giornate sotto il freddo, giornate di vento a prendere acqua dal mare e dal cielo, il forte vento che ci asciuga e che ci ha accompagnato spesso, quelle giornate passate e le future saranno sempre accompagnate da questi ricordi. Tutto ora sarà diverso.
Lo spinning ci stupisce sempre, è imprevedibilità.

C’è sempre in agguato qualcosa che non ci aspettiamo, molte volte una giornata che può sembrare iniziata male ma può cambiare all’improvviso; alcune volte basta semplicemente modificare il modo d’approccio, cambiando un’esca, sondando una diversa profondità e spesso tutto si risolve. Come accade al ritorno da ogni battuta di spinning, sia di ottima conclusione che con un cappotto, si ritorna sempre con un bagaglio maggiore di esperienza, per poter ripartire con una marcia in più.
Alessandro Puggioni
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