Itinerario Spinning Sardegna, Capo Pecora
Lunedì 02 Aprile 2012 07:39
capopecora1Capo Pecora, per i pescatori sardi, è considerata una zona che racchiude in pochi chilometri quasi tutte le varietà di conformazione costiera
, consentendo a tanti pescatori di cimentarsi in varie tipologie di pesca. Essa è posta a sud-ovest della Sardegna, tra le provincie del Sulcis-Iglesiente e del Medio Campidano, ai piedi de Sa Punta 'e su Guadrianu, vetta dominante dell'intera zona dove, nel periodo delle varie invasioni, una vedetta annunciava l'arrivo dell'imminente pericolo dal mare, consentendo ai popoli di ripiegare per protezione nell'entroterra. Infatti, tutto intorno, si possono notare i segni lasciati dal passaggio di popolazioni antiche che ora però sono stati adattati per l'allevamento del bestiame.

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Il  raggiungimento di questa località paradisiaca non è tra le più semplici a causa della tortuosità delle strade e della scarsa segnaletica stradale.
Da Cagliari, in direzione Iglesias, ci si immette sulla S.S. 130 e una volta raggiunto e superato il centro provinciale sulcitano, si imbocca la S.S. 126 e dopo circa 25 Km di curve si giunge a Fluminimaggiore. Attraversato il piccolo ma affascinante paese, al bivio chiamato Sant'Antoneddu, dove imponente padroneggia sa Matta 'e su Cumpingiu (un pluricentenario pino, simbolo del territorio Fluminese insieme alle Grotte di Su Mannau, il Tempio Punico-Romano di Antas e il villaggio minerario di Arenas) si svolta verso sinistra, nella provinciale N° 83 in direzione Portixeddu. Giunti in prossimità del borgo turistico è obbligo svoltare a destra proprio in direzione Capo Pecora dove, senza errore, si arriva costeggiando un tratto di alta scogliera, offrendo anche al semplice visitatore un panorama completo della baia di Portixeddu. Quest'ultimo tratto stradale è anche l'unico percorribile in auto che conduce a destinazione e che termina  in un ampio spiazzo a ridosso della scogliera.
Considerato il fatto che turisticamente siamo di fronte ad una perla del territorio, con un'incredibile ricchezza ittica, un consiglio agli spinner è soggiornare per più giorni in modo da poter tentare sia i tramonti o albeggi che le ore di luce piena o di buio completo. E in questo caso per usufruire di vitto e alloggio consiglio andare al Centro di Turismo Equestre - B&B Shangrilà dove è possibile trascorrere la notte dopo magari aver fatto una rilassante escursione a cavallo (vedi pagina Facebook o sito internet). Per gustare un pranzo, a base di pesce soprattutto, con vista mare andate al Ristorante l'Ancora a Portixeddu (e gustatevi la fregola di Tzia Maria). Per maggiori informazioni visitate il sito Start-Uno o Fluminimaggiore.org.
Sempre per il pescatore, il negozio Katzuya  (a Quartucciu in via Barbagia 40 o al sito internet www.katzuyatackleshop.com) saprà fornirvi di tutta l'attrezzatura necessaria per lo spinning o semplicemente vi saprà consigliare su luoghi, tecniche o metodi da utilizzare. Altro negozio, a Fluminimaggiore troviamo Caccia e Pesca di B.A., meno fornito ma più preciso nel dettagli del posto descritto precedentemente. Ad Iglesias troviamo inoltre altri 3 negozi, specializzati però nel surf-casting, dove comunque troverete sempre la parete dedicata allo spinning.  
Come accennato in all'inizio, Capo Pecora è una zona protuberante della costa totalmente rocciosa, di composizione granitica, che separa la spiaggia di Portixeddu da quella di Scivu. Questa lingua di terra si suddivide in tante parti più piccole, quasi sempre golfi che, in tempi lontani, vennero denominati per caratteristiche o avvenimenti accaduti. Dalle bianche pareti a picco sul mare di Muru Biancu saliamo verso nord e troviamo Is Tremazzedus e Sa Piana 'e Serra, un immensa distesa di pietre perfettamente tondeggianti che la forza del mare le ha rese completamente lisce. Il fondale è basso pochi metri e distese immense di poseidonie sono interrotte  da grandi massi o lastroni colmi di spaccature a dove polpi, murene e altri pesci da tana creano il proprio habitat. La punta più estrema di Capo Pecora è detta il Canalone. Promontorio di alte scogliere quasi verticali, è chiamato così per il passaggio di correnti e di conseguenza pesci (tra cui tunnidi in rotta migratoria) tra quest'ultimo e un grosso isolotto posto a circa 200m. Anche qui i banchi di poseidonie e le centinaia di crepe nelle rocce danno vita ad un'incredibile catena alimentare in fondali che vanno dagli 8m sino ai 30m e oltre nella solitaria isoletta. Andando oltre troviamo nell'ordine Corruongu, Is Tremazzu Mannu con il Panettone (isolotto che ricorda proprio quella forma), Is Pilluncas e Su Mulinu con la sua vedetta, tutti golfi ampi un centinaio di metri separati l'uno dall'altro da alte pareti dove, a differenza dal primo tratto descritto, il fondo marino, prima composto da grandi massi tondi, diventa sabbioso a poche decine di metri dalla riva.
Questo ampio spot ha il grosso vantaggio di riuscire ad essere uno dei più prolifici tutti i dodici mesi dell'anno. L'esposizione a ovest espone il promontorio alla furia dei venti che spirano dal mare. Il maestrale da NO e il libeccio da SO sono quelli che per la maggior parte dell'anno agitano il mare creando onde di altezza sino a 5m (!!!), tanto che per poter effettuare una battuta di pesca è necessario coprirsi dal vento nella parte riparata dallo stesso Canalone.  I mesi da novembre a gennaio sono quelli ideali per la ricerca della regina del mare, la spigola. La si può insidiare sia nelle piane, in condizioni di poca schiuma creata dalle onde sempre presenti o nelle ampie e fitte schiumate create da forti mareggiate, che nelle risalite da cadute rocciose. Il mese di settembre invece, nelle punte si possono pescare le lampughe e le leccie invece si possono incontrare molto spesso nei mesi di giugno. Barracuda e pesci serra invece meritano un discorso a parte visto che è possibile pescarli tutto l'anno perchè, a causa del surriscaldamento delle acque, sono ormai diventati pesci stanziali e la loro presenza è sempre più massiccia in qualsiasi condizione, anche con grosse mareggiate.

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Tutte queste condizioni e le varie tipologie di fondale ci obbligano ad avere nella borsa vari tipi di esche. Io prediligo artificiali da galla o comunque floating: WTD o minnow al massimo da 120 sono quelli che consiglio di più.
La vigilia di Natale, in pieno periodo di ferie, mi recai direttamente sulla sinistra del Canalone, sapendo che, a causa del maestrale che soffiava a più di 35 nodi, sarebbe stato l'unico posto leggermente riparato che avrebbe subito l'impeto delle onde solo di riflesso. A nulla è servito, visto che il vento e la corrente mi impedivano di tenere gli artificiali in assetto. Solo con popper e WTD di generosa dimensione, come il Surface Cruiser e l'Alie Magnet SB della Yo-Zuri o la Miss Carna da 140 della Yamashita, potevo permettermi di non gettare proprio al vento una serata che alla fine si è rivelata solo ed esclusivamente rilassante.
Lasciata placare la furia di Eolo, e di conseguenza il moto ondoso, l'alba del 26 dicembre è stata sicuramente più divertente del tramonto di due giorni prima. Il mare si era ritirato e nelle piane poco fonde, rese comunque schiumose dalle deboli onde di una scaduta gia in avanzato stato, si venne a creare l'habitat ideale per la spigola, facendone presagire una massiccia presenza.
Nelle gelide acque salse profonde sono poche decine di centimetri, usando la mia Saint Croix Premier 12Lb accoppiata ad un Daiwa Specialist 2500 e  caricato con un trecciato della Berkley bianco da 15Lb, ho fatto lavorare a dovere esche artificiali di vario genere tra i quali i rinomati Coixedda e Mommotti (nella misura 140) della Seaspin, il vecchio Magnum e il WTD della Rapala. Ma le soddisfazioni maggiori e tanto sperate sono arrivate dall'anguillina siliconica della Storm con un amo singolo del 4/0 in testa e completamente spiombata: dapprima un timido attacco, poi una ferrata decisa e una spigola sottotaglia (purtroppo!!!) era tra le mie catture giornaliere. Il C&R è d'obbligo soprattutto con pesci così piccoli. Nessun'altra carica ai nostri artificiali sino a che la luce mattutina non prese il sopravvento sulle tenebre e a questo punto mi spostai in punta al Canalone alla ricerca di qualche barracuda. Se prima il basso fondo era caratterizzato da spaccature nella roccia intervallati da massi perfettamente sferici, in quel punto la scogliera è medio-alta e i fondali scendono sino a 8/10m.
Per questa nuova situazione l'attrezzatura precedente risulta troppo light e per questo motivo cambio completamente il tutto: la canna è la K-Spin 20Lb, una monopezzo della serie K-Fishing (che comprende anche canne da vertical e inchiku) che, grazie all'operato dei componenti del Team Katzuya, hanno studiato e creato una linea di canne in IM13 tra le più performanti sul mercato. Il mulinello è l'affidabilissimo Shimano Stradic 4000 FI con un SuperPE 20Lb della Sunline.
I lanci di Mommotti 180, di Angel Kiss 140 della Maria, rivisto in colorazione e in composizione (sfere interne sostituite con altrettante in tungsteno che danno dei vantaggi in lancio e in ratling) e di altri artificiali si susseguono per una mezzora buona ma, sia per il sole che ormai fa capolino dai monti, che per l'assenza degli Sphyraenidae, ci danno il segnale che è giunta l'ora di abbandonare l'attività e godersi l'aria fredda del mattino.


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La sera successiva avevo voglia di testare un'altro attrezzo sempre creato dall'ingegno del Team Katzuya: la CTS è un'altra linea di alta fascia sempre della K-Fishing e tra tutte la 18Lb da 6.6Ft è risultata la più adatta ad essere anellata da rotante. Infatti il mulinello da casting in questione è un semplice Deluxe della Fishing Ferrari che (gia da test effettuati in porto) si sposa bene con la canna formando un accoppiata perfetta per prestazioni e per rapporto qualità/prezzo.
Il luogo è sempre lo stesso, il Canalone a Capo Pecora, ma purtroppo i pesci non si sono mostrati al cospetto dei miei artificiali.
Le catture sono state l'unico dato negativo dell'intero periodo, nonostante le condizioni meteo-marine erano perfette permettere a segno un buon ruolino di prede, ma questo non è mai un problema: stare in riva al mare, con una canna in mano, fa nascere sensazioni uniche che se non si provano direttamente, non permettono di capire che magico sport pratichiamo.
Una segnalazione importante per i subacquei che si dilettano nella pesca dei ricci di mare: nell'intero tratto che dal Canalone va verso Portixeddu, per un' estensione di 500m dalla riva, si evidenzia la presenza di un'area di ripopolamento dove è vietata qualsiasi attività ittica mirata alla specie in questione.

TESTO e FOTO di Mauro Congia
 

Commenti  

 
0 #1 franco porcu 2012-06-06 20:13
Grande Mauro,nn potevi descriverla meglio questa meraviglia.uno dei miei posti preferiti!!ci si vede a pesca!!ciao.
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