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Lunedì 01 Febbraio 2010 |
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Mare, vento ed emozioni… Sono quelle cose per cui un pescatore “innamorato” si sente vivo.
Andare a pesca non si riduce ad un semplice passatempo alla ricerca del “trofeo” di turno, ma si tratta di un sano istinto con lo scopo di entrare in simbiosi con tutto ciò che il mare ti “urla”. Insanabili e irrefrenabili emozioni tuonano nel petto di chi, come me, vive pensando al mare.

Mare, vento ed emozioni… risposero tutti "PRESENTE!" in un’ afosa mattinata di agosto. Sveglia ore 6:00. In un attimo la “foga del pescatore” prese il sopravvento, canna, mulinello ed artificiali di fiducia alla mano. Si parte! Da lontano osservavo il mare leggermente increspato dalla consueta brezza mattutina; tutto sembrava perfetto:spot da sogno e paesaggio da foto-ricordo! Con la barca a disposizione si prese il largo in compagnia di due fidati e buoni amici di tante avventure, alla ricerca di un segnale che spesso il mare rende anonimo. Dopo aver finito il termos del caffè, con la coda dell’occhio avvistai una strana attività a pochi metri dall’imbarcazione, favorito dalla trasparenza e limpidezza delle acque. I gabbiani me ne diedero conferma: mangianze! Imbracciai la canna e scelsi con istinto l’artificiale da usare,così “sparai” il jig piumato tra le bollate ad una ventina di metri da me.Aspettai che l’artificiale scendesse in profondità per poi iniziare un recupero nervoso a canna alta imprimendo piccole jerkate come a far “saltellare” l’articile quasi fosse un pescetto in difficoltà.Impossibile spiegare cosa si prova in attesa della fatidica “botta”…

STRIKE! Eccola!. La prima fuga sembrava interminabile,la treccia sfilava via dalla bobina a mille all’ora,inutile cercare di fermarla..troppo potente, ma la cosa più emozionante era sentire la dolce melodia del cicalino,quasi a far tremar le gambe! "COS’E’?"..e ad un tratto… salto di un metro e riflessi cangianti: El DORADO! Iniziai il recupero,la canna era curva all’inverosimile infatti l’apicale sfiorava i pelo del mare.Dalla possente resistenza opposta realizzai che si trattasse di un esemplare di media taglia ,non un record,ma abbastanza combattiva da farti saltare a molla l’adrenalina. Sembrava non stancarsi mai… ancora fughe e “magiche” acrobazie dai riflessi verde oro. “Pompata” a dovere, riuscii,con non poca fatica, a portarla nei pressi del giardinetto della barca. Il guadino era già pronto per la difficile operazione di salpaggio vista la vitalità che ancora sprigionava una così “rispettabile” avversaria. Tutto da manuale! Stretta di mano tra amici e foto scattata al momento. C’è più gusto!

Queste sono storie per chi come me va a caccia di “emozioni” e non di prede…secondo lo stile di un OLD SEA DOG
A. Ippolito
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