|
Pescare, si sa, è piacevole, ma quando ci ritroviamo in un paradiso della natura lo è ancora di più.
Positano è un posto unico nel suo genere, un paese scavato nella roccia tra i pendii più impervi della costiera amalfitana. In estate meglio lasciarla alle migliaia di vacanzieri che, in cerca di un po’ di sole e si relax, invadono gli stretti vicoli e soprattutto le sue spiagge.

Meglio godercela a fine autunno o nei primi mesi dell’ anno quando Postano abbandonata dai tanti turisti, si addormenta nell’ attesa della successiva estate. Scendiamo le numerose scale e ci ritroviamo ai piedi della chiesa di Santa Maria Assunta, poco più giù vi è la spiaggia centrale,la più grande, dove durante l ‘estate attraccano numerosi traghetti. Percorrendo la stretta viuzza alla nostra destra ci ritroviamo nellaspiaggia di “Fornillo”, più selvaggia ma anche più bella dell’ altra.

Lungo la strada per Amalfi invece, troveremo la spiaggia di Arienzo che essendo molto piccola e difficile da raggiungere non sarà interessata dalla nostra azione, quindi è meglio concentrarsi sulle prime due. La spiaggia si presenta molto ripida e possiamo abbandonare l’ idea del wading in quanto già dopo alcuni metri il fondo supera il metro e mezzo di profondità, ma comunque utile quando ci saranno violente mareggiate .

Tra le potenziali prede del posto figurano barracuda, lampughe, piccoli tunnidi e perché no, anche dentici e ricciole, ma vista la bassa temperatura dell’ acqua il nostro obiettivo sua maestà la spigola in quanto la morfologia del fondo l’ habital ideale per lei.

La nostra attrezzatura sarà molto leggera e in grado di gestire piccoli minnow e siliconici, questi ultimi per sondare le numerose buche ai piedi della spiaggia.

Un artificiale che non deve essere dimenticato qui è il classico ondulante, magari arricchito un variopinto grub in cosa; questo artificiale soprattutto nelle misure grandi, si è dimostrato un portento nei confronti delle regine.

Cominceremo la nostra azione di pesca sondando la spiaggia grande con lanci preci e puliti (attenzione alle vostre spalle, ci potrebbe essere l’ ennesimo turista un po’ curioso). Andando nell’ altra spiaggia ci concentreremo sopratutto dove ci sono degli scogli che fuoriescono dall’ acqua; qui si verificano le maggiori catture in quanto i pesci sono meno disturbati dal via vai della spiaggia centrale si avvicinano alla riva.

Una gradita sorpresa che ci regala Positano e come tutta la costiera amalfitana è la pesca di calamari e seppie il cosiddetto eging fishing ,questa tecnica, da sempre praticata dai veterani, i migliori risultati li ho avuti sopratutto quando fa più freddo e quando pesco dove ci c’è maggiore profondità; questa pesca è molto praticata e spesso non sarete soli e scambiare qualche parola con i vostri vicini di pesca sarà piacevole nell’attesa che qualche abitante del mare si interessi alla nostra esca.

Purtroppo questo spot è molto lunatico e i cappotti sono la regola ma la costanza e determinazione che contraddistingue ogni spinner ci farà guadagnare lo strike della vita.
Una delle tante uscite in pesca:

"Fuori fa freddo, molto freddo, ma la voglia di pescare è tanta. Metto la testa fuori è vedo che il tempo è buono; nei giorni precedenti le varie perturbazioni hanno scatenato l’ inferno, ma adesso c’ è una bella scaduta in atto. La Vespa fa fatica ad accendersi, fa freddo anche per lei. La via è sgombera spero di arrivare prima che tramonti il sole., ma c’ è molta onda e non riesco a farlo lavorare bene e subito cambio mettendo un bel shad da 25 grammi. Insisto con questa esca e all’ improvviso sotto ai miei piedi, illuminata dalla luce della spiaggia vedo una sagoma argentea; nella mia testa passano in un secondo migliaia di pensieri, ma in quel secondo se ne va .

Penso di cambiare artificiale, se il pesce c’ è è non attacca qualcosa non va . Metto un bell’ondulante da 16 grammi modificato da me. Ormai il sole è tramontato e ha ceduto il suo posto alla luna, stasera più luminosa che mai. Il tempo passa è il tepore delle lenzuole si stanno facendo desiderare tanto da indurmi in uno stato di dormiveglia, mi prometto di stare un altro quarto d’ ora e poi via a casa quando all’ improvviso il filo di tende e ferro prepotentemente, forse anche troppo; sento una ,due, tre testate che mi svegliano meglio di un secchio d’ acqua in faccia, ma pochi secondi e tutto ritorna come prima;e rimango di pietra e penso che la bestia era grossa si doveva trattare proprio di lei, ma penso che non è colpa mia e prima o poi la rincontrerò, intanto continuo a lanciare per ancora un'altra mezz’ ora,ma si sono fatte le tre e riprendo la via di casa. La Vespa fa ancora i capricci(maledetta patente) e intanto penso a quei tre secondi e la radio che ascolto sembra quasi prendermi in giro quando la roca voce di Gino Paoli intona “Adesso ti ho perso, ma ritornerai da me “ , rido tra me e me , ma penso che un altro appuntamento la regina me lo possa concedere e io non mancherò anche se farà freddo, molto freddo."
Giacomo Caso
Puoi commentare l'articolo sul forum di planetspin qui
|