|
Giovedì 28 Gennaio 2010 |
|
E’ sabato notte, come tutti i sabato notte e soprattutto come tutte le volte che vado a pesca, sono in grande fermento, l’adrenalina è già alta nel mio corpo.
Un’altra battuta di pesca, un altro giorno per potermi dedicare alla mia grande passione: la pesca, ed in particolar modo, lo spinning in saltwater. Niente riposo, la mia mente è già sullo spot di pesca. Preparo l’attrezzatura, con la solita cura; nulla è dato al caso, scelgo ogni artificiale in base alle condizioni del mare e del tempo, che precedentemente avevo visionato su internet. Canna, mulinello, artificiali, pinze, waders e luce frontale: sono pronto per andare. Il meteo dice che sarà buon tempo in mattinata, qualche nuvolone nel pomeriggio. Il mare dovrebbe essere poco mosso, quasi calmo.

Sono circa le 4 del mattino di domenica 17 Gennaio. Fa freddo, ci sono appena 7 gradi. Messo tutto l’occorrente in macchina, parto, mi aspetta un amico sotto casa. La prima tappa è al solito bar, dove usualmente faccio colazione ed incontro tanta gente, che come me, si sveglia presto al mattino per andare a pescare. Dopo il caffè sono ancora più adrenalinico, non vedo l’ora di raggiungere lo spot.

Come ogni anno, specialmente in questo periodo, la mia meta preferita è la foce del Sele. Si può dire che sia la più classica delle foci in Campania, la più adulata, la più frequentata, una di quelle foci che ti regalano tante sorprese, ma anche altrettanti cappotti, specialmente per chi non è un assiduo frequentatore. Si sa che in questa disciplina, ci vuole costanza.

Eccomi arrivato, è buio pesto, fa sempre più freddo. Le mani sono gelate, faccio fatica a legare il moschettone al terminale. Un’attenta ma veloce preparazione, ed eccoci, io e l’amico Ivan, diretti verso la spiaggia.

Siamo in pochissimi ad essere già qui. Il mare era un po’ più mosso del previsto, sembrava proprio un mare da spigole. C’erano diversi canaloni formatisi grazie all’azione del grosso fiume, che generavano tanta, tanta schiuma.

Ho un bell’arsenale di plastica e silicone con me. Inizio con qualche testina piombata, cercando di arrivare oltre la frangenza. L’alta marea è prevista per le 10:30 circa, nel frattempo voglio approfittare del cambio di luce.

Lancio dopo lancio, mi sento sempre più appagato e felice, finalmente sono in mare, finalmente sto pescando.

Intanto, con il sorgere del sole, inizia ad arrivare gente.. finché, quando sono circa le 10, ci sono almeno una trentina di persone che spinnano sulla spiaggia. Quasi tutti con le canne armate di ondulante e raglout finale, come si usa pescare qui in foce. Nel frattempo, lancio dopo lancio, artificiale dopo artificiale, jerkata dopo jerkata, non registro nessun attacco. Nulla si muove, nessuna cattura, il mare sembra inanimato. Quel mare, che a prima mattina sembrava un mare da spigole, incominciava a trasformarsi. Le onde, sempre più deboli e piatte, lasciavano intendere che nulla sarebbe saltato fuori, quel giorno. Molti incominciano a lasciare il campo, stanchi e sconfitti. D’altra parte, si avvicina l’ora “di pranzo”. A me, nulla importa di ciò, quando pesco perdo la cognizione del tempo. Divento instancabile, tutt’uno con la canna, niente e nessuno può fermarmi. Questa è passione, questo è ciò che distingue i “pescatori della domenica” da chi, come me, la pesca ce l’ha nel sangue, chi sente quel profondo legame con il mare che niente e nessuno può in alcun modo fermare. Ormai siamo rimasti in pochi sullo spot. Decido di cambiare artificiale. Monto il mio fidato “Angel Kiss”, colorazione testarossa. Inizio a lanciare nei pressi di una secca, ben visibile. Recupero lentamente, facendolo strisciare sulla sabbia per poi affondare, nel canalone che s’era formato, dinanzi la secca. Un lancio, due lanci, al terzo lancio sbeeeemm, quel mare che sembrava disabitato, tutto ad un tratto, dimostra il contrario. La canna s’impunta di brutto, sembrava di aver incagliato. Mi iniziano a tremare le gambe, come sempre. Il cuore batte forte e dal mio volto traspare una grande gioia, la stessa gioia di un bambino alle prese con il suo gioco preferito. Eccolo qua, invece, il mio gioco preferito: il combattimento con un pesce. Però c’è qualcosa che non va, non si muove nulla. D’improvviso, la felicità lascia spazio alla delusione di un incaglio. Cosa fare? Decido di lasciare la lenza in bando per qualche secondo.. ecco, si muove!! Di nuovo, sul mio volto, quel sorriso a 32 denti.. adesso s’inizia il recupero. La canna sfriziona un po’ , ma, la “creatura” misteriosa, si lascia trascinare a me senza fughe. Oppone soltanto una bella resistenza. E’ pesante, molto pesante, sembra di recuperare un peso morto. Inizio a pensare cosa potesse essere. Forse una spigola? Magari!! Una bella Regina! Nooo, impossibile, anche se non è estremamente combattiva come un serra o una leccia, mi avrebbe sicuramente messo alla prova con qualche bella sfuriata. Cosa può essere? Uno scarpone forse?? Sarebbe un peccato, ma non la prima volta.. nello spinning, succede anche questo. Ecco che intravedo la sagoma, mentre continuo a chiedermi cosa potesse essere. Non ci posso credere, la gioia sale alle stelle, non è una spigola, non è uno scarpone, ma un fantastico rombo chiodato!!

Le gambe mi tremano ancora, e come sempre, dopo ogni cattura, come un bambino inizio a saltellare felice, senza vergogna. Per me questo è lo spinning, questa è passione, il tornare bambini e provare emozioni, pure, semplici, vere. Una bellissima cattura, nonostante il “combattimento” quasi nullo. Come ho detto precedentemente, la foce del Sele regala tante sorprese.. anche se, la maggior parte delle volte, la pesca è imprevedibile. Pur curando ogni minimo particolare, non sempre arrivano le catture, soprattutto quelle sperate, ed in una giornata dove nessuno ha preso nulla, eccone una, graditissima ed inaspettata! La prima cattura del 2010 e soprattutto il primo rombo chiodato della mia vita.. e spero anche il primo di una lunga serie!!

Insomma, una splendida giornata, trascorsa in compagnia di un amico e lancio dopo lancio, del mio amato spinning. Foce Sele, sempre nel mio cuore.
Scheda cattura: Data e Ora : 17/01/2010 (La prima cattura dell'anno nuovo!) ore 13.30 circa Località : Foce campana Condizioni meteo: Cielo coperto, mare poco mosso, quasi calmo Temperatura : Circa 7° gradi Marea : Fase calante, circa tre ore dopo l'acme di alta Canna : Shimano ForceMaster 2,70 m - azione 14/40 grammi Mulinello : Tica Aries 3000 Filo : Trecciato PowerPro 0,23 mm + finale fluorocarbon Seaguar 0,40 mm Artificiale : Angel Kiss 14 cm colorazione testarossa (è il jolly che mi cambia le uscite) Preda : Rombo chiodato 3 kg
Mauro Barrella
Puoi commentare l'articolo sul forum di planetspin qui
Vedi anche:
Articoli più recenti:
|
|
|
Prossimamente
- Autocostruzione Realizziamo il nostro primo minnow
- Test artificiali ZipBaits ZBL SYSTEM 139F
|
|
|
Chi è online
100 visitatori online
|