La sicurezza in mare è il primo vero equipaggiamento di ogni pescatore sportivo. Che si tratti di un’uscita a spinning dalla costa, di una battuta in kayak fishing o di una sessione offshore con piccolo gommone, conoscere le dotazioni di bordo obbligatorie non è solo una questione normativa, ma una responsabilità personale verso sé stessi e gli altri.

Le disposizioni indicate dalla Guardia Costiera stabiliscono regole precise in base alla distanza dalla costa e al tipo di mezzo utilizzato.
Comprendere queste differenze permette di pescare in regola ed evitare sanzioni, ma soprattutto di affrontare il mare con maggiore consapevolezza.
Dotazioni obbligatorie entro 1 miglio dalla costa
Le unità da diporto che navigano entro un miglio dalla costa, come piccoli natanti o gommoni molto utilizzati nella pesca sportiva costiera, devono avere a bordo un equipaggiamento essenziale pensato per affrontare situazioni di emergenza improvvisa.
Elemento centrale della sicurezza resta il giubbotto di salvataggio, che deve essere presente in numero pari alle persone imbarcate e con galleggiabilità minima di 100 Newton. Non basta averlo a bordo: deve essere facilmente accessibile e in condizioni perfette.
È inoltre obbligatorio disporre di un sistema per lo svuotamento della sentina, come una pompa manuale o altro attrezzo equivalente, indispensabile per gestire eventuali ingressi d’acqua.
Queste dotazioni rappresentano il livello minimo richiesto per chi pratica pesca sportiva sotto costa, dove teoricamente il rientro è rapido ma le condizioni marine possono cambiare velocemente.
Per la lista completa delle dotazioni di sicurezza, fare riferimento al sito GUARDIA COSTIERA https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/home
Navigazione entro 3 miglia: cosa cambia davvero
Quando la distanza dalla costa aumenta, cresce anche il livello di sicurezza richiesto. Entro le tre miglia le dotazioni diventano più complete perché diminuisce la possibilità di raggiungere rapidamente un riparo.

Oltre ai giubbotti di salvataggio da 100N per ogni persona, diventa obbligatorio avere un salvagente anulare con cima galleggiante, fondamentale per il recupero uomo a mare. Devono essere presenti anche dispositivi di segnalazione visiva come una boetta fumogena e due fuochi a mano a luce rossa, strumenti essenziali per rendersi visibili ai soccorsi.
L’unità deve inoltre essere dotata dei fanali regolamentari previsti dal Colreg per la navigazione. Per imbarcazioni superiori ai sette metri è richiesto anche il pallone nero di fonda, mentre sopra i dodici metri diventano obbligatori fischio e campana.
Resta sempre necessaria la pompa di sentina o un sistema equivalente di esaurimento dell’acqua.
Per molti pescatori sportivi che praticano drifting leggero o spinning offshore, questa è la configurazione più comune e spesso sottovalutata.

Per la lista completa delle dotazioni di sicurezza, fare riferimento al sito GUARDIA COSTIERA https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/home
Kayak fishing: regole e sicurezza reale in mare
Il kayak da pesca è considerato a tutti gli effetti un natante da diporto e segue quindi normative specifiche. Entro i 300 metri dalla costa, cioè nella zona di balneazione, non sono previste dotazioni obbligatorie, anche se l’uso del giubbotto è fortemente consigliato.
Superata questa distanza e fino a un miglio dalla costa, il giubbotto di salvataggio o aiuto al galleggiamento diventa obbligatorio per ogni pagaiatore. Deve essere omologato CE secondo normativa ISO 12402, con galleggiabilità minima di 50N, anche se la scelta più sicura resta il modello da 100N.
È richiesto anche un sistema di segnalazione sonora, normalmente un semplice fischietto fissato al giubbotto.
In alcune ordinanze locali possono essere necessari dispositivi luminosi, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o durante la navigazione notturna.

Nella pratica del kayak fishing lungo la costa s, alcune dotazioni diventano fondamentali anche se non sempre obbligatorie: telefono cellulare in sacca stagna per emergenze al numero 1530, luci di segnalazione, pagaia di scorta e una sacca impermeabile per documenti ed elettronica.
Verificare sempre le ordinanze locali della Capitaneria di Porto è una buona abitudine, perché possono esistere limitazioni temporanee legate al traffico marittimo o alle aree balneari.
Belly boat: cosa prevede la normativa
Il belly boat, sempre più diffuso tra i pescatori spinning e eging anche in mare calmo, viene generalmente equiparato a un piccolo natante da diporto quando utilizzato in ambiente marino.
La Guardia Costiera richiede obbligatoriamente l’utilizzo di un giubbotto di salvataggio omologato con galleggiabilità minima di 100N. In questo caso non si tratta di una semplice raccomandazione: il dispositivo deve essere indossato durante tutta l’attività.
Considerata la posizione bassa sull’acqua e la limitata velocità di spostamento, il belly boat espone infatti il pescatore a rischi maggiori rispetto ad altri mezzi.

Sicurezza e pesca sportiva: una responsabilità personale
Molti pescatori vedono le dotazioni di bordo come un obbligo burocratico, ma in realtà rappresentano strumenti progettati per salvare la vita nei momenti critici.
Il mare non perdona distrazioni e anche uscite brevi possono trasformarsi rapidamente in situazioni complesse.
Controllare l’attrezzatura prima di ogni uscita, verificare le condizioni meteo e non allontanarsi oltre i propri limiti tecnici sono comportamenti che distinguono il pescatore esperto da quello improvvisato.
La sicurezza non riduce il divertimento: lo rende possibile.
Per la lista completa delle dotazioni di sicurezza, fare riferimento al sito GUARDIA COSTIERA https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/home
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