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Conosciamo i F.A.S.T., trout area team

Per questa settimana andiamo nel teramano, dove troviamo dei manici di vecchia data, per farci raccontare da Gabriele (DOC) la storia del suo gruppo il F.A.S.T.

Conosciamoci un po’ meglio: chi sono i F.A.S.T. ?
Ci chiamiamo F.A.S.T., Free Area Spinning Team. Nel nome è racchiuso un po’ il senso stesso del nostro esserci messi insieme (libertà, tecniche preferite l’Area e lo Spinning in genere, e siamo un gruppo). Nasciamo nel gennaio 2016 in occasione della prima Nories Cup presso i laghi Bellavalle di Barberino del Mugello. Siamo tutti della provincia di Teramo.

Lo spirito iniziale che ci ha guidato e tuttora ci guida, consiste fondamentalmente nel

desiderio di un gruppo di amici di condividere la stessa passione e svilupparla nel modo migliore

Come accade in tutti i gruppi nel tempo è avvenuta una sorta di selezione naturale che ha visto alcuni andar via ed altri arrivare. Indubbiamente una svolta importante è avvenuta il 3 e 17 settembre 2017 all’evento Samurai Area Contest presso lo splendido scenario del lago Lockness di Sellano, occasione in cui fecero ingresso in squadra altri amici. Potremmo, senza timore di smentita, definirci un gruppo di amici il cui legame, ad oggi, va ben oltre la semplice passione per la pesca.

Una caratteristica che senz’ombra di dubbio ci definisce è la correttezza in campo ed il rispetto per gli avversari. Sicuramente tutti, chi più chi meno, siamo cresciuti dal punto di vista agonistico, riportando un costante crescendo di successi e podi. Questo grazie alla decisione di partecipare ad un buon numero di gare, anche lontano dalla nostra regione, fino a decidere di pernottare fuori per poter svolgere le competizioni in condizioni il meno stressanti possibili.

Ciò richiede anche la necessità, per chi può, di allenarsi costantemente creando sempre una situazione di agonismo amicale durante gli allenamenti.

Inoltre l’aver preso in gestione per poco più di un anno il Wild Area Reservoire nel complesso dei laghi del Vecchio Mulino di Piancarani di Campli, ci ha consentito indubbiamente una maggiore familiarità con la tecnica e con il nostro principale avversario….le trote.

Da quanti pescatori è composto il vostro gruppo e chi sono gli elementi di spicco del vostro team ?
Siamo in 12, abbiamo sempre scelto di rimanere in pochi in modo da restringere al minimo eventuali disaccordi e quindi mantenere il più possibile l’unità del gruppo. Più che elementi di spicco sarebbe giusto dire che nel gruppo c’è chi ha più possibilità di partecipare alle gare dei vari calendari agonistici e che di conseguenza ha avuto e continua ad avere più possibilità di raggiungere il podio. È sotto gli occhi di tutti d’altronde il numero di trofei che ad ogni stagione portiamo a casa. Aggiungerei inoltre che vi sono elementi che nonostante la scarsa partecipazione alle gare, quelle poche volte sono in grado di portare il risultato a casa. 

Quali sono le zone e i laghi che frequentate nelle vostre battute di pesca e magari
Cerchiamo di concentrare le pescate non agonistiche nei campi gara e quindi su pesce stanziale già pizzicato e diffidente in modo da ricreare le situazioni più difficili che potremmo ritrovare in gara. Detto ciò, in Abruzzo le strutture che più si prestano a questo tipo di allenamento sono, senza timore di smentita, il Vecchio Mulino a Piancarani di Campli (nella fattispecie il lago piccolo dedicato al Trout Area, ex Wild per capirci) e il Lago La Conca a Pettorano sul Gizio. Entrambi sono caratterizzati, oltre che dalla presenza di pesce stanziale, anche dall’avere acque cristalline che se da una parte rendono ancor più sospettoso il pesce, dall’altra permettono di capire bene l’azione dell’esca e la relativa risposta delle trote.

Attualmente crediamo che

il lago del Vecchio Mulino, sentimenti a parte, oggettivamente rinchiude tutte le caratteristiche che un lago da Trout Area debba avere:

presenza di pesce stanziale costantemente rinnovato, acque ben ossigenate e quindi fredde per 12 mesi all’anno, sponde basse a pelo d’acqua, profondità adeguata e costante per tutta la sua estensione e soprattutto la cortesia e disponibilità dei padroni di casa nel rispondere alle esigenze sia dell’agonista sia del pescatore occasionale. In ultimo ma non meno importante un punto ristoro con la costante presenza di bibite fresche, panini e soprattutto (la domenica) ARROSTICINI!!!

Cosa ne pensate di questa tecnica e come la vedete nel futuro ?

Trout Area è sinonimo di rispetto, senso dell’acqua, capacità intuitiva e agonismo puro. Il rispetto sia del pesce che viene rimesso in acqua in piena salute, sia degli avversari; senso dell’acqua, il cosiddetto “manico” che permette di capire, soprattutto nelle fasi finali di gara, cosa vuole il pesce e come glielo devi presentare; capacità intuitiva che rinchiude gli esiti della esperienza accumulata nel tempo ed in tutte le pescate precedenti a quel momento; agonismo puro richiama sicuramente il primo fattore, il rispetto: durante la fase di pesca non ce n’è per nessuno, né amici né fratelli, ma appena terminata ci si stringe la mano o ci si abbraccia e ci si fa i complimenti. Ovviamente non possiamo esclude il fattore C…, ma questa non è una caratteristica costante.

Crediamo fermamente che l’evoluzione che ha conosciuto il Trout Area fin dai primi momenti di approdo in Italia, nello specifico in Abruzzo a Pescara (diamo a Cesare quel che è di Cesare), continuerà ancora per molto. Sicuramente un’importante spinta alla sua diffusione è rappresentata dal fattore commerciale che sforna costantemente novità per quanto riguarda le attrezzature specifiche, ma il primum movens indubbiamente è la passione che genera in chi ci si accosta per la prima volta e che poi seriamente intende continuare in questa continua sfida tra il pescatore ed il pesce già viziato, e poi tra pescatore e pescatore. In fondo parliamoci chiaro, anche la semplice pescata domenicale si caratterizza da una sorta di agonismo recondito nei confronti degli altri pescatori nel voler prendere più pesce o il pesce più grosso; il Trout Area amplifica tutto questo all’ennesima potenza e se riesci a superare le prime “batoste” affidandoti a chi ha più esperienza sicuramente ne sarai premiato.

Ringraziamo i ragazzi del FAST per averci raccontato la loro storia vissuta e contemporanea, ci diamo appuntamento alla settimana prossima per un altro gruppo....

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Last modified on Giovedì, 14 Maggio 2020 17:06

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