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Megabass: Zonk Gataride, conosciamo questa esca

Prodotto dalla casa giapponese Megabass, è stata l’esca artificiale dell’anno 2007-2009 per alcune delle più importanti testate giornalistiche del panorama pesca, a livello mondiale.


Come tante produzioni di questa casa, il nome non ha un significato ben preciso e non ci è dato (per il momento n.d.r.) sapere cosa sia passato per la mente del disegnatore Yuki Ito, forse troppo preso da qualche fumetto della Marvel.


In Italia è quasi per niente conosciuto, soprattutto dai pescatori che non frequentano la rete,

poichè è difficilissimo venirne a contatto per altre vie, come succede un pò per tutte quelle esche che richiamano “acquirenti di nicchia” in un “mercato di nicchia”, come può essere quello a cui si rivolgono gli angler nostrani, diciamolo, diciamolo pure e semplifichiamoci la vita: noi spinner!

Dettagli tecnici:
Nome: Zonk Gataride
Casa produttrice: Megabass (www.megabass.co.jp)
Disegnato da: Yuki Ito
Lunghezza: 120 mm
Peso: 18 gr
Profondità media al recupero: fino a 45 cm
Ancorette: 3x ST-46 #6
Azione: Floating (galleggiante)

Questa versione è una evoluzione di quelle precedenti e si differenzia soprattutto per le dimensioni (lunghezza, peso), per la paletta di testa e per le caratteristiche di nuoto.
Andiamo dritti al sodo per il nostro test: lanciamolo!
Fila via liscio come l’olio anche senza eccedere con la forza ed emette un suono caratteristico molto particolare, un sibilo che proviene dalla foratura presente sul dorso, che penso sia nata con la finalità di lasciare una scia di bolle in fase di recupero (qualcosa di già visto in alcuni popper) ed emettere anche un suono in seguito a jerkate violenti. Lo stesso sistema è utilizzato nell’Edonis (sempre Megabass).

AL LANCIO
La grande distanza raggiunta lo fa diventare anche un minnow da ricerca, sia in FW (acqua dolce) che in mare (SW). In quest’ultima situazione, potrebbe essere quell’artificiale da utilizzare nei primi lanci della nostra battuta di pesca, eccellente in quasi tutte le condizioni di mare, quando dobbiamo sondare una grande quantità di acqua in poco tempo, magari, senza avere tanti punti di riferimento.
Esaminiamo nel dettaglio le sue caratteristiche costruttive:
il corpo è realizzato in materiale plastico di buon spessore, dettagli e particolari del design, appaiono ben studiati e di notevole bellezza estetica.
Al suo interno notiamo due sfere di tungsteno che in fase di lancio si portano in coda aiutandoci parecchio sulla distanza raggiunta, mentre, in fase di recupero, si portano nei pressi della mezzeria per favorire il bilanciamento, la stabilità e l’azione di nuoto. Tutto questo tramite un canale interno a forma di arco.

DEFINIZIONE
Possiamo definire lo Zonk un silent bait, un “jerk” silenzioso, data l’assenza di un rattle interno. Allo stesso tempo è vero anche il contrario, infatti le sfere producono vibrazioni e sonorità particolari, urtando sia tra di loro che contro le pareti plastiche del pescetto.
Lo definirei un artificiale tecnico, in quanto esprime le sue migliori caratteristiche se gestito ad arte con jerkate, stop & go, recuperi lenti ed accelerazioni improvvise, amplificando l’azione di canne corte e fast, mulinelli leggeri e potenti, e fili trecciati, che eliminano l’elasticità aumentandone la trasmissione della sensibilità in pesca.
Esistono due modelli dello Zonk Gataride: l’Hi-pitch e il Yoro Yoro, che si distinguono per l’azione di nuoto derivata dalla piccola ma fondamentale differenza di forma della paletta, che ne modifica anche la profondità raggiunta al recupero.

DETTAGLI
Quest’ultima è qualcosa di unico, infatti, i progettisti giapponesi della Megabass, hanno ideato questo sistema per due principali motivi che andiamo ad analizzare meglio nel dettaglio.
E’ realizzata in fibra di vetro che ne aumenta la resistenza all’urto e riduce eventuali danni relativi all’usura dei componenti nella zona critica dello snodo, creato con l’inserimento di un cilindretto metallico tra le due parti: la fissa, che fa corpo unico con il nostro minnow e quella mobile, la parte anteriore.
 
TEST IN PESCA
in fase di lancio, la paletta va in posizione orizzontale grazie alla resistenza dell’aria, in questo modo ne favorisce la distanza raggiunta, amplificando la forma aerodinamica della silhouette.


AZIONE
Una volta in acqua, in fase di recupero, la paletta si porta ad un’angolazione di circa 45° in seguito alla resistenza che oppone l’acqua contro di essa.
Mentre nuota, notiamo che ad ogni stop, ad ogni minima variazione di velocità, il pescetto reagisce con un movimento sempre unico con incredibili somiglianze realistiche.

L’azione è tipicamente shallow con movimenti sinuosi intorno all’asse orizzontale e verticale del pescetto. Ben si percepiscono in canna le vibrazioni emesse.

TIPI DI RECUPERO
Il tipo recupero che preferisco, è quello molto lento con jerkate laterali leggere, dove questo jerkbait, reagisce con flash e vibrazioni, invertendo, a volte, la parte ventrale con quella dorsale.
Le colorazioni sono tante, ognuna con delle particolari attrattive (sia per il predatore che per catturare gli acquirenti n.d.r.). In tutte possiamo distinguere che la livrea si divide in tre parti: il dorso, la pancia e il fianco, con olografie e sfumature di notevole importanza e bellezza. Altre info qui (clicca qui)

L’occhio è di forma circolare e realizzato con una colorazione verde-azzurro-giallo nella maggior parte dei modelli.
I predatori a cui è destinato sono quelli tipici della nostra costa e ben si adatta a molteplici condizioni di mare (calmo, mosso ed in presenza di correnti laterali) e di spot (porti, foci, canali, scogliere).

 
CONCLUSIONE
La sua polivalenza lo rende idoneo anche ad utilizzo FW, soprattutto al bassfishing, magari in presenza di pesce apatico o per utilizzare un esca di selezione, per insidiare unicamente i bass di taglia, magari a distanza notevole.

I punti deboli di questa esca sono rappresentati prima di tutto dalla scarsa reperibilità nei negozi locali, dalla paletta di testa che è sensibile ai forti urti e dalla verniciatura tendente alla scalfitura.
Le ancorette sono di buona fattura e resistono egregiamente ad un uso prolungato utilizzo in mare, mentre il prezzo, se rapportato alla qualità e agli altri jerk di gamma equivalente, resta nella media.
Ho utilizzato lo Zonk Gataride dopo il consiglio di un caro amico e non posso fare a meno di ringraziarlo per avermi portato a conoscenza di un artificiale che riesce a far esprimere le migliori doti di gestione e controllo in fase di recupero, da parte dell’angler.
Per dirla tutta non ho avuto una grande risposta in termini di catture (se rapportate al tempo di utilizzo), ma lo Zonk mi ha appagato con le sue doti di adattabilità alle diverse condizioni in cui mi sono trovato in pesca.

Lo considero uno dei miei preferiti ed occupa uno spazio fisso nella  borsetta degli artificiali, non posso non consigliarlo, magari per avere un vostro feedback in merito.
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Last modified on Domenica, 04 Ottobre 2020 09:45

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