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Orbetello, pesca a spinning alla spigola... con sorpresa!

Che la pesca a spinning alla spigola sia una delle tecniche più praticate e divertenti da fare nella laguna di Orbetello, è ormai un dato di fatto, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo…


Proprio come succede nella vita di tutti i giorni: siamo convinti che una cosa vada in un certo modo, ma poi dobbiamo ricrederci, perché un evento inaspettato ci fa cambiare i piani.

Resilienza è il termine che sta ad indicare la predisposizione di ognuno di noi ad adattarsi ai cambiamenti che ci coinvolgono, sia dal punto di vista fisico che mentale e proprio in questo senso, visto che non si è potuta disputare la famigerata gara di pesca alla spigola (BRANZINO THE CHALLENGE) per via dell’emergenza COVID, abbiamo deciso di provare a farci una pescatina in solitaria.

Orbetello è ormai diventata una meta ambita dai pescatori perché da tanti spunti di miglioramento per conoscere le abitudini di questo famelico predatore,

che muta a secondo della stagione e in base a tanti fattori climatici e ambientali che variano anche nell’arco della stessa giornata.

Ormai per tanti di noi è un appuntamento fisso a cui non possiamo mancare, come un rito a cui non si può rinunciare, un forte richiamo che spinge i pescatori a convergere da ogni parte del paese (e d’Europa) perché oltre alla gara, si è creata quella voglia di confrontarsi, di stare insieme, di crescere e migliorarsi… di divertirsi. Oltre i premi e la possibilità di accedere al posto con il proprio kayak da pesca, ritroviamo anno dopo anno vecchi e nuovi amici, sempre più affiatati e con la giusta spinta agonistica.

Ma veniamo alla sessione di pesca che abbiamo organizzato noi di PLANETSPIN grazie al supporto di Alessandro del negozio MASTER FISH di Grosseto, che con la guida esperta Marco Aldi, ci ha scarrozzato per tutta la laguna con la sua Seabass Boat. Devo dire una comodissima barca dove possono pescare 3 persone, rispettando le direttive imposte dall’emergenza covid, in tutta sicurezza.

Dopo le presentazioni di turno, appena partiti, nemmeno il tempo di innescare la nostra esca artificiale, che già ci siamo fermati nei pressi di un erbaio… pochi metri di recupero e subito strike! Certo, direte voi,

in laguna è pieno di pesci, era il minimo che vi potesse capitare… ma non è sempre così.

Il buon Marco per tutta la sessione di pesca, ci ha raccontato tante storie e tanti aneddoti che ti fanno capire che anche se ci sono i pesci (e tanti), la competenza tecnica nella scelta delle attrezzature, l’attività predatoria, il giusto spot a seconda del vento e della marea e soprattutto quel pizzico di fortuna, sono gli ingredienti indispensabili per fare di una giornata di pesca, una giornata di pesca ricca di catture.


Parlando di attrezzature, abbiamo pescato con canne monopezzo da 7 piedi (2.13 m circa) con potenza 7-21 gr a cui abbiamo abbinato un mulinello di taglia 3500/4000 caricato con trecciato 10/15 Lb. Finale di un buon fluorocarbon dello 0.25/0.28

Sugli erbai abbiamo preferito piccole esche siliconiche con innesco anti tangle per evitare di incagliare nei piccoli cespuglietti d’erba. La maggior parte delle catture sono state effettuate con esche di superficie (soprattutto wtd) o comunque artificiali che lavoravano a stretto contatto con la superficie, di taglia dai 90 ai 120/130 mm di lughezza, sempre preferendo gli spot confinanti con la presenza di vegetazione più o meno affiorante.

Il vento favoriva l’attività predatoria della spigola, che cadeva più volte ingannata da recuperi abbastanza veloci intervallati da stop e rallentamenti,

quando inseguita dai pesci incuriositi, i famosi follower (cit. Marco).

Gli orari della giornata dove le catture sono state davvero copiose sono state a metà giornata (circa le 13:30) con punti di attività alternate verso le 17:00. Abbiamo visto che spesso c’erano delle zone in teoria fruttuose, ma con poca attività predatoria… solo cambiando esche, tipo di recupero e impostazione della pescata, siamo riusciti a far smuovere il pesce. Altro che pescata facile!

A fine del bellissimo pomeriggio di pesca, le catture non si contavano ormai più. Abbiamo avuto l’occasione di stare a contatto con la natura, sicuri di aver lasciato l’habitat e i suoi abitanti, intatto, per far divertire anche chi verrà dopo di noi, rilasciando le prede e arrecando loro il minor danno possibile.

Ah dimenticavo… è vero che se ci fosse stato un francese con noi… sicuramente avrebbe doppiato le nostre catture, ma sarebbe stato capace di catturare una bellissima orata a wtd?

La sfida è lanciata… un saluto a tutti gli amici di PLANETSPIN, “au revoir”!

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Last modified on Domenica, 06 Settembre 2020 19:43

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