Negli ultimi giorni si è parlato molto di RecFishing, l’app sviluppata dalla Commissione Europea nell’ambito del Regolamento UE n. 2842/2023 per la registrazione di catture e rilasci nella pesca sportiva e ricreativa.

Il tema ha creato diversi dubbi tra i pescatori italiani, soprattutto per quanto riguarda l’obbligo di utilizzo dell’app, la necessità di possedere uno smartphone e le difficoltà operative durante una normale uscita di pesca.
Dopo il confronto tra FIPSAS e il Ministero competente, sono arrivati chiarimenti importanti che aiutano a capire meglio quando RecFishing deve essere utilizzata e quando invece non è obbligatoria.
Fase transitoria fino al 31 dicembre 2026
Uno dei punti principali riguarda la fase transitoria prevista fino al 31 dicembre 2026. Questo periodo servirà a migliorare l’accessibilità e il funzionamento della piattaforma, tenendo conto delle criticità segnalate dai pescatori e dalle associazioni di riferimento.
La fase transitoria non elimina gli obblighi previsti dalla normativa, ma permette di gestire con maggiore equilibrio l’introduzione del nuovo sistema, soprattutto per chi potrebbe avere difficoltà pratiche nell’utilizzo dell’app.

I pescatori da terra devono usare RecFishing?
Il chiarimento più importante riguarda chi pesca da terra.
I pescatori che praticano dalla spiaggia, dalla scogliera, dal porto, dalla foce o da altre postazioni costiere non hanno l’obbligo di scaricare o utilizzare l’app RecFishing.
Questo punto è fondamentale perché riguarda moltissimi pescatori sportivi italiani. Chi pesca a spinning da riva, a surfcasting, a bolognese, a eging o con altre tecniche praticate da terra non deve quindi aprire o chiudere l’app durante ogni sessione di pesca.
Resta però valido l’obbligo di rispettare tutte le normative generali sulla pesca sportiva in mare, compreso il censimento quando previsto, le taglie minime, i limiti di cattura, i periodi di divieto e le disposizioni locali.
Le quattro specie soggette a dichiarazione
RecFishing non riguarda tutte le catture effettuate durante una normale battuta di pesca.
Le specie interessate dal monitoraggio e dalle misure di conservazione sono quattro:
Tonno rosso
Pesce spada
Alalunga
Lampuga
Per queste specie resta obbligatoria la registrazione e la dichiarazione delle catture, anche quando si tratta di catture accidentali o di pesci rilasciati.
Questo significa che il pescatore non deve utilizzare RecFishing per ogni uscita generica in mare, ma solo nei casi previsti dalla normativa, cioè quando l’attività riguarda o coinvolge una delle specie indicate.

Quando non bisogna aprire l’app
Un altro chiarimento importante riguarda le sessioni di pesca non rivolte alle specie soggette a monitoraggio.
Non esiste alcun obbligo di apertura o chiusura dell’app durante una pescata normale se non si stanno cercando tonno rosso, pesce spada, alalunga o lampuga.
Per esempio, chi esce a spinning alla ricerca di spigola, barracuda, serra o altri predatori costieri non deve utilizzare RecFishing solo per il fatto di essere in pesca.
L’app resta necessaria esclusivamente nei casi in cui la registrazione della cattura è obbligatoria.
Cosa deve sapere il pescatore sportivo
Il messaggio principale è semplice: RecFishing non è un’app da usare obbligatoriamente per ogni pescata in mare.
Per i pescatori da terra non è previsto l’obbligo di scaricarla o utilizzarla. Per le specie indicate nel decreto direttoriale n. 0194803 del 27 aprile 2026, invece, resta obbligatoria la dichiarazione delle catture, anche accidentali o con rilascio.
Restano valide anche tutte le ulteriori disposizioni contenute nella nota esplicativa del 28 aprile 2026.
Questi chiarimenti sono importanti perché permettono di distinguere meglio tra una normale attività di pesca sportiva e i casi specifici in cui la normativa richiede la registrazione delle catture.
La cosa più corretta da fare è restare aggiornati attraverso le fonti ufficiali, rispettare le regole e continuare a praticare una pesca sportiva responsabile, consapevole e attenta alla tutela del mare.
In breve – riepilogo
Nel corso degli incontri sono state evidenziate diverse criticità, soprattutto legate:
🔹️all’obbligo di possedere uno smartphone
🔹️alle difficoltà operative nell’utilizzo della piattaforma
È stata quindi prevista una fase transitoria fino al 31 dicembre 2026, utile a migliorare accessibilità e funzionamento del sistema, mantenendo comunque gli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Tra i principali chiarimenti emersi:
✅ I pescatori da terra non avranno l’obbligo di scaricare o utilizzare l’App
✅ Sono state definite con chiarezza le 4 specie soggette a monitoraggio e misure di conservazione
✅ Non esiste alcun obbligo di apertura o chiusura dell’App durante le sessioni di pesca non rivolte alle specie interessate
L’utilizzo dell’App resta quindi necessario solo nei casi previsti per la registrazione obbligatoria delle catture.
⚠️ Rimane invece obbligatoria, per tutti i pescatori, la registrazione e dichiarazione delle catture — anche accidentali o con rilascio — delle specie indicate nel decreto direttoriale n. 0194803 del 27 aprile 2026.
Specie interessate:
🔹️Tonno Rosso
🔹️Pesce Spada
🔹️Alalunga
🔹️Lampuga
Restano valide anche tutte le ulteriori disposizioni contenute nella Nota esplicativa del 28.04.2026.
altre info qui sito UFFICIALE FIPSAS
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