Settembre 25, 2022

Dove si può pescare a spinning in mare?

Una delle classiche domande di chi inizia a pescare in mare è come trovare il posto di pesca, dove pescare, comunemente chiamato anche lo spot, croce e delizia di tutti i pescatori.

Lo spinning in mare può essere praticato in diversi habitat costieri, dalla spiaggia, alla scogliera, dalla foce, ai porti, sono davvero tante le postazioni dove insistere la nostra azione di pesca, ma è solo con l’esperienza e la pratica che riusciremo a capire qual’ è la zona dove le chance di cattura aumentano, dove potremo trovare il predatore in attività.

Inoltre non dimentichiamo che lo spinning in mare può essere praticato sia dalla riva, che da un imbarcazione, un kayak, un belly boat o altro natante, per cui il ventaglio di possibilità si amplia in maniera esponenziale, caratterizzato anche dalle nostre possibilità e dalla nostra zona di residenza.

Il posto di pesca è un elemento chiave di fondamentale importanza nelle nostre uscite.

Una ricerca accurata richiede  tempo da dedicare allo studio di diversi fattori come la morfologia, le caratteristiche del fondale, della profondità, ma anche delle correnti dominanti nello specchio d’acqua dove lanceremo le nostre esche.

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Oltre a questo dovremo cercare di individuare la strike zone, per cui l’ideale sarebbe fare dei sopralluoghi durante vari orari nell’arco della giornata, facendo particolare attenzione ai momenti che solitamente sono i più pescosi, ovvero un`ora prima e dopo l`alba e il tramonto.

Per i neofiti o per mancanza di tempo o per pigrizia, molte volte sfruttiamo i posti più collaudati per cercare di non incombere in una probabilissima e inevitabile serie di cappotti. Magari gli stessi posti consigliati dal titolare del negozio di pesca sotto casa o dove vediamo solitamente pescare.

Nella pesca a spinning in mare, in ambienti come il porto, la foce, la spiaggia o la scogliera, non è sempre facile e intuitivo riuscire a comprendere dove e come presentare il nostro artificiale alle prede, nel modo migliore.

FOTO DI REPERTORIO

Capire dove lanciare l’esca, sarà di fondamentale importanza per evitare una probabile serie di uscite e di lanci a vuoto dove, non avendo né tocche né catture, non potremo conoscere le reali potenzialità della pesca in acqua salata, data la vastità di situazioni in cui ci troveremo.

La presenza di pesce foraggio come cefali o minutaglia è un segnale importante che aumenta la probabilità dell’arrivo di predatori e scegliendo di sfruttare queste zone in orari della giornata nei cambi di luce come l’alba o il tramonto, possiamo tentare di accrescere le nostre possibilità di fare una bella cattura.

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Andremo a esaminare qui di seguito, alcuni degli ambienti tipici dalla zona costiera dei nostri mari: porto, foce, scogliera e spiaggia, e cercheremo di capire dove, come e perché lanciare i nostri artificiali. Sarà possibile con l’esperienza, individuare con un colpo d’occhio gli hot spot, ma cerchiamo di dare una spiegazione che aiuti anche coloro che si sono avvicinati da poco o si stanno per approcciare a questa tecnica di pesca.

In questa ricerca, ci dà una grande mano la tecnologia che oggi giorno è alla portata di tutti in internet. Grazie all’ausilio di google maps, il sistema cartografico satellitare disponibile gratuitamente, possiamo identificare facilmente spot potenzialmente buoni per la pesca a spinning e testarli nei momenti in cui riteniamo opportuni o quando si attiva l’attività predatoria in base alle varie combinazioni di fattori meteo marini.

Una volta individuato un posto dove intendiamo pescare, il prossimo passo sarà capire dove si trova la strike zone, ovvero quella zona dove si hanno maggior possibilità che ci sia il predatore e può essere delineata per caratteristiche geografiche, morfologiche, giri di corrente o per altri fattori. Per fare un esempio pratico, se ci troviamo in un porto, avremo varie postazioni dove pescare e la strike zone può essere la punta di un molo (caratteristiche geografiche), perché i pesci sono obbligati a passare da quella zona per entrare nel porto e solitamente in quest’ambito ci sarà sicuramente un giro particolare d’acqua, una corrente che varierà nella direzione a secondo del vento e delle fasi di marea.

Per affrontare con successo i vari ambienti di pesca è sempre necessario apprendere anche notizie dai pescatori locali e saperle miscelare con la nostra esperienza, un pizzico d’inventiva e… un po’ di fortuna.

Ogni buon pescatore che si rispetti dovrebbe nutrire la voglia di scoprire nuovi posti dove sia ancora presente la naturalezza e il fascino del selvaggio, nonché quell`alone di mistero che avvolge gli spot mai provati, sempre alla ricerca del possibile colpaccio di cadere in una grossa cattura e lasciare a quelli meno esperti, i soliti hot spot superaffollati del momento. Una delle massime soddisfazioni che un pescatore a spinning possa avere, è una cattura fatta in un ambiente accuratamente ricercato.

Identificare un buon posto per la pesca a spinning è uno dei punti fondamentali per avere successo in questa tecnica di pesca, per cui è comprensibile il sorgere di una certa “riservatezza” nel rivelarli anche agli amici più stretti, soprattutto se si tratta di spot dove abbiamo speso tanto tempo nel capire quali sono le variabili che ne condizionano la presenza dei predatori in attività.

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Dove pescare a spinning in mare: il porto

Il porto è un luogo ideale per praticare tutti i tipi di pesca e soprattutto lo spinning. In questo ambiente è possibile trovare una grande varietà di specie ittiche, soprattutto di pesce foraggio, la base della catena alimentare al cui vertice troviamo il nostro obiettivo, il predatore

Dove pescare a spinning in mare: la foce

Solitamente la foce di un corso d’acqua è uno spot che offre molte probabilità che ci sia il predatore in circolazione, infatti, le acque dei fiumi portando cibo e altri elementi nutritivi, fanno in modo di attirare la minutaglia e i pesci-foraggio, che sono la base di partenza della catena alimentare, al cui vertice, trovano posto i predatori. Lo spinning in foce solitamente richiede l`utilizzo dei waders, ovvero un tipo di stivali con una imbracatura fino alle spalle, perché si è costretti a scendere in acqua per qualche decina di metri, dove possibile, sia per guadagnare qualche metro sul lancio che per gestire al meglio gli artificiali.

Dove pescare a spinning in mare: la scogliera

La scogliera è l’ambiente più complesso che possiamo trovare lungo le nostre coste e in base alla profondità delle acque su cui si erge, determina la tipologia di predatori che la frequentano. Ne esistono di naturali e di artificiali, a picco e a lento degrado e in base a queste caratteristiche dovremo scegliere le giuste esche per evitare incagli ed entrare in pesca alla giusta profondità.

Dove pescare a spinning in mare: la spiaggia

Uno degli ambienti di più difficile lettura è la spiaggia. La morfologia della costa della nostra penisola presenta una grande varietà: da quella a grana fine a quella ciottolosa, da quella scura vulcanica a quella bianca marmorea, da quella a lento declino a quella con profondità repentina, tuttavia potremo affrontare i diversi luoghi trovando il modo vincente, con la giusta tenacia e tanta pratica saremo in grado di evitare una lunga cocente serie di cappotti. La spiaggia aperta, senza punti di riferimento come scarichi di acqua dolce, pontili, scogliere frangiflutti o prossimità portuali, regala le soddisfazioni più belle in condizioni di mare mosso. Potremo identificare diverse tipologie di spiaggia: a bassa, media e alta energia, a seconda dell’esposizione alle correnti e ai venti dominanti che ne regolano la forza delle mareggiate.

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